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San Giorgio, il quartiere dove sparano alle telecamere e i parcheggi diventano discariche

Dispositivi di videosorveglianza distrutti e macrodiscariche, nel rione popolare ricadente nel sesto municipio ci sarebbero diverse criticità: le ultime in ordine di tempo riguardano un cumulo di rifiuti che invade l'area di sosta dell'Asp e la distruzione di un occhio elettronico con un colpo di lupara. A sollevare la questione sono stati il consigliere comunale Luca Sangiorgio e l'omologo del sesto municipio Francesco Valenti

Il parcheggio dell'Asp territoriale del rione popolare di San Giorgio è palcoscenico di degrado e inciviltà. A pochi passi dall'ingresso dell'azienda sanitaria provinciale, nella zona adibita alla sosta delle autovetture, insiste una macrodiscarica abusiva. Buste della spesa piene di materiale non differenziabile, copertoni e mobilia tra cui una credenza e un divano invadono l'area di sosta.

A sollevare la questione, poi riproposta in Consiglio comunale da Luca Sangiorgio, è il consigliere del sesto municipio Francesco Valenti che, con un video, ha denunciato le condizioni igieniche dell'area e l'impossibilità di usufruire a pieno del servizio di sosta per quanti necessitano di cure sanitarie. "Questi incivili, oltre che deturpare il territorio - spiega Valenti a CataniaToday - stanno impedendo agli utenti di usufruire di un servizio pubblico. Non basta più nemmeno la vicina telecamera a scoraggiarli". 

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E proprio la presenza degli occhi elettronici sul territorio ricadente nel sesto municipio sarebbe l'altra questione oggetto di criticità. Su dodici videocamere presenti, almeno tre non sono attive. "In quella di piazza Sapienza hanno sparato un colpo di lupara - prosegue Valenti -, a Librino, in via del Maggiolino, hanno tagliato i fili elettrici e un'altra ancora è stata distrutta".

Tra le intenzioni dell'amministrazione comunale, almeno prima che fosse commissariata, ci sarebbe stata quella di arrivare all'installazione di 55 telecamere nella circoscrizione, ma per Valenti la risoluzione delle criticità non passa solo dai dispositivi di videosorveglianza. "Lo ripeto da anni e ne sono convinto ora più che mai - è la posizione del consigliere - occorre potenziare i presidi delle forze dell’ordine e se necessario chiamare in causa l'esercito per pattugliare le nostre strade". 

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