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L'ultimo saluto a Laura e la gara di solidarietà per la sorella Marika

E' stato celebrato questa mattina alle 10.30, nella chiesa madre di San Giovanni la Punta, il funerale della piccola Laura Russo di soli 12 anni uccisa a coltellate dal padre, Roberto Russo. Intanto continua la gara di solidarietà al Centro raccolta sangue dell'ospedale Garibaldi di Catania

E' stato celebrato questa mattina alle 10.30, nella chiesa madre di San Giovanni la Punta, il funerale della piccola Laura Russo di soli 12 anni uccisa a coltellate dal padre, Roberto Russo. L'intera cittadinanza si è stretta intorno alla famiglia della giovane vittima, la cui bara è stata scortata al cimitero da un minipony, che lei tanto amava. Grande commozione anche tra i tanti compagni di scuola che sono voluti essere presenti in piazza per darle l'ultimo saluto liberando in cielo dei palloncini bianchi con delle lettere attaccate al filo.

Mentre si svolgevano i funerali, in carcere si svolgeva l'interrogatorio di garanzia del padre omicida. Roberto Ruddo ha detto di non sapere che una delle due figlie fosse morta, e ha chiesto notizie delle condizioni di salute della 14enne. Avrebbe anche pianto davanti al Gip di Catania, Flavia Panzan. Accusato di omicidio e tentativo di omicidio aggravati, l'uomo, riferendosi al suo tentativo di suicidio avrebbe esclamato: "Perche' non sono morto io?".

La sorella Marika, ferita gravemente dal genitore, è invece ricoverata nel reparto di rianimazione all'ospedale Garibaldi di Catania. La 14enne ha subito una lesione dell’arteria mammaria interna con conseguente copioso sanguinamento che ha richiesto la trasfusione di numerose unità di sangue, oltre ad una lesione all’addome che ha determinato un modesto versamento fluido perisplenico e peripancreatico. Le condizioni cliniche della giovane paziente, spiegano dal reparto di rianimazione dell’ospedale Garibaldi, diretto dal dottor Sergio Pintaudi, dopo una prima fase di grave instabilità emodinamica, sono oggi stabilizzate. In atto la paziente è sottoposta a sedazione e ventilazione meccanica per la necessaria protezione d’organo. Pertanto, sottolineano i medici che l’hanno in cura “le condizioni cliniche attuali, pur in costanza di riserva della prognosi, consentono un cauto ottimismo”.
Ma è in corso un’emergenza sangue. 

Gara di solidarietà ieri al Centro raccolta sangue dell’ospedale Garibaldi di Catania, aperto in via straordinaria nel giorno festivo. La decisione era stata presa sabato dal Direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Giorgio Santonocito, per permettere agli operatori del Servizio Trasfusionale di potere disporre di un sufficiente numero di unità di sangue di gruppo Zero Rh Negativo per la quattordicenne. “Il nostro centro raccolta è aperto tutte le mattine dal lunedì al sabato – spiega il direttore sanitario aziendale Giuseppe Giammanco – la domenica è comunque possibile donare il sangue sulle autoemoteche e nei centri fissi delle associazioni di volontaria che fanno a noi riferimento (Fratres, Avis e ADVS Fidas). Questa misura straordinaria nasce dal grande riscontro che il nostro appello ha avuto su tutta la popolazione ed in particolare per coloro che non sono associati ad alcuna organizzazione o non hanno mai donato il sangue nella loro vita ma sono stati colpiti dalla drammaticità di quanto accaduto”. “Da quando è partito l’appello il nostro telefono non ha smesso di suonare – aggiunge Santi Sciacca, responsabile del Servizio Trasfusionale – abbiamo avuto disponibilità oltreché dalla Sicilia anche da donatori di tutta Italia. Un donatore con questo gruppo raro ha chiamato addirittura dalla Svizzera e una signora di Novara si è detta pronta a prendere il primo volo per venire a donare il sangue. La frequenza statistica dei gruppi sanguigni varia molto tra le varie etnie e nel nostro territorio si stima che poco più di una persona su dieci sia di gruppo Rh negativo”.

Anche questa mattina e tutti gli altri giorni della settimana sarà possibile donare il sangue per la giovane puntese al Garibaldi centro a partire dalle 8. E’ necessario presentarsi a digiuno (sono consentiti solo acqua, caffè e fette biscottate), avere compiuto i 18 anni, essere in buona salute ed avere effettuato almeno una donazione negli ultimi due anni. Per tutti coloro che donano per la prima volta sarà invece effettuato un prelievo per verificare l’idoneità alla donazione.

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