Cronaca

Quasi due anni di attesa per una mammografia, interviene il Codacons

Un'attesa di quasi due anni per una mammografia, un anno per un'ecografia e "solo" 5 mesi per un elettroencefalogramma sono questi i tempi della sanità catanese. Interviene il Codacons

Un' attesa di quasi due anni per una mammografia, un anno per un’ecografia e “solo” 5 mesi per un elettroencefalogramma sono questi i tempi della sanità catanese. Il più delle volte, quindi,  il paziente è costretto a rivolgersi alle strutture private a pagamento. Tuttavia, non tutti se lo possono permettere, così si finisce per avere pazienti di serie A e pazienti di serie B.

A causa di questi disservizi, il Codacons, porterà la “questione sanità” all’attenzione della Procura della Repubblica di Catania. Lo preannuncia il presidente nazionale dell’associazione dei consumatori, Francesco Tanasi, che ha dato mandato all’avvocato Bruno Messina affinché si verifichi il mancato rispetto dei tempi di attesa normativamente previsti nelle diverse strutture sanitarie.

“Peraltro, le persone che incappano nei disagi degli ospedali e delle cliniche convenzionate  sono individui doppiamente sventurati, aventi contemporaneamente problemi di salute e difficoltà ad essere assistiti. Il paziente, difatti, si vede costretto a dover attendere diversi mesi, a volte anche sette o otto, tra la richiesta e la visita, sebbene il Piano regionale per il governo dei tempi di attesa per il triennio 2011-2013, preveda il rispetto di tempi ben precisi - dichiara l’esponente del Codaconsi motivi delle lunghe attese sono diversi, e vanno dall’inadeguatezza della strutture territoriali, carenti per numero e personale, alla inutilità del C.U.P., centro unificato prenotazioni per visite e diagnostica, costituente un vero disastro”.

Non vi è dubbio  - continua Tanasi -  “che i motivi delle lunghe attese siano diversi e non soltanto legati al C.U.P., ma di ciò non può pagarne le conseguenze il cittadino, anzi più precisamente il paziente, perché spesso la diagnosi di una malattia fatta in tempo può salvargli la vita, mentre l’accertamento clinico in ritardo può cagionargli il decesso. Non è possibile, che i cittadini affrontino centralini intasati, orari limitativi e operatori sprovveduti per prenotare una visita medica, occorre dare un servizio celere e tangibile ai pazienti”.

“Ecco perché vogliamo che la Procura indaghi su quanto accade al servizio sanitario catanese, poiché non si giustifica che per una visita senologica occorra attendere 200 giorni o 160 per una visita ortopedica” - conclude Tanasi
 

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