Sanità, Cigl chiede l'azzeramento dei direttori generali

Il sindacato ha annunciato un ciclo di confronti tra operatori ed associazioni dei familiari che durerà dal 3 al 15 dicembre e che si chiuderà con la presentazione di una piattaforma che sarà presentata all'assessorato regionale

La sanità locale sotto assedio. La Cgil di Catania, durante la conferenza stampa dedicata  alla sanità e alla nuova piattaforma sindacale, ha chiesto l’azzeramento dei direttori generali delle aziende sanitarie provinciali e delle aziende ospedaliere le cui nomine sono, secondo il sindacato, il frutto dell’eccessivo peso della cattiva politica. E per la nomina dei nuovi direttori generali il sindacato invoca “discontinuità, merito, capacità e  conoscenza del territorio”.

“E’ giunto il momento di liberare la sanità dalla ossessiva invasività politica che ha prodotto danni irreparabili in quanto ha avuto come primo obiettivo la clientela politico-elettorale a danno di servizi migliori e mortificando la professionalità di validi professionisti  – ha dichiarato Angelo Villari segretario generale della Camera del Lavoro -  La politica deve essere al servizio dei cittadini e deve pensare a dare linee di indirizzo politico-legislative. I manager, dunque, si godano pure la pensione e si ridia dignità ai cittadini”.

La Cgil ha anche annunciato un ciclo di confronti tra operatori ed associazioni dei familiari che durerà dal 3 al 15 dicembre e che si chiuderà con la presentazione di una piattaforma  che sarà presentata all’assessorato regionale alla Sanità.

Tra le problematiche presentate dal sindacato le lunghe lista d’attesa per i pazienti, i tagli ai posti letto e alle autovetture sanitarie fondamentali nelle attività del territorio, e il mancato raggiungimento dell’obiettivo di creare continuità e integrazione tra medicina ospedaliera  e territoriale.

Per la Cgil “appare dunque a rischio l’attività della guardia medica, l’assistenza domiciliare integrata e la salute mentale, la prevenzione dei luoghi di lavoro, la veterinaria e tutti i servizi che necessitano di spostamenti da parte dei medici e degli operatori sanitari, a partire dalla  emergenza – urgenza”.

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“La Spending review – si legge nel documento firmato da Cgil , Fp e Spi – impostata dal governo nazionale complica ulteriormente le cose in quanto i dati sui posti letto ospedalieri e i pronto soccorso, evidenziano i danni da noi denunciati negli ultimi 10 anni, frutto di una scellerata politica di tagli che rischia di mettere in ginocchio il servizio  sanitario nazionale.  Si tagliano i posti letto pubblici ma invece di potenziare il territorio con strutture h24 si fa ricadere il peso dell’assistenza sui pronto soccorso, con sempre minori possibilità di ricoveri e situazioni non più accettabili in diversi grandi ospedali delle città metropolitane. Le vittime di questo pericoloso processo di indebolimento del sistema sanitario pubblico sono i cittadini, costretti a lunghe attese anche in condizioni non dignitose e gli operatori sanitari, diminuiti nel numero a causa del blocco del turn over e costretti a fare i conti con carichi di lavoro sempre più gravosi e risorse sempre più scarse. Lo snaturamento del Servizio Sanitario va fermato. Si assiste ad una deriva  che andando a guardare i dati è allarmante. E’ clamoroso che i posti pubblici continuino a diminuire”.

 

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