Sanità, Cisl: "Senza il San Marco e i presidi territoriali, problemi irrisolti"

Era fissata per febbraio 2017 la consegna del nuovo ospedale etneo, nel frattempo afferma il segretario generale della Cisl Catania Maurizio Attanasio " i pronto soccorso catanesi saranno sempre più intasati"

Foto d'archivio

"Se non sarà completato e reso operativo il presidio ospedaliero del San Marco nessun sistema dei pronto soccorso cittadini potrà mai essere messo a punto. Purtroppo, nutriamo forti dubbi che ciò possa accadere in tempi brevi. E se non saranno avviati i presidi territoriali, ci saranno comunità, come quelle della zona di Giarre, che resteranno senza strutture d'emergenza o in attesa che un’ambulanza arrivi in tempo". Interviene così Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania appena confermato, alla vigilia del responso che martedì dovrà dare il tavolo ministeriale tra ministero dell’Economia e Sanità sulla riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana e catanese.

"La Rete ospedaliera e del primo soccorso regionali sono nel caos – denuncia – con città senza pronto soccorso e senza medicina territoriale. Perché la Sanità siciliana sia rispondente ai bisogni reali della collettività e risolva le annose questioni che affliggono l’utenza dei servizi e dei pronto soccorso restano irrisolti alcuni nodi fondamentali. A Catania, si dovrà completare il San Marco, ma temiamo che i tempi siano lunghi. E poi c'è la questione dei Presidi territoriali". Una posizione ribadita già nel corso del 17° congresso della Cisl etnea, conclusosi giovedì scorso. «Nessuna riforma potrà dirsi davvero compiuta – insiste poi Attanasio – se non partirà il nuovo metodo organizzativo dei Presidi sanitari territoriali, che pone l’utente al centro del sistema. I presidi devono essere connessi con il CUP, il Centro unico di prenotazione, e il Pua, il Punto Unico d'Accesso.

"Assieme alle federazioni della Funzione Pubblica, dei Pensionati e dei Medici della Cisl – ricorda Attanasio – abbiamo rappresentato di recente all'assessore Gucciardi che, in mancanza di tali strutture e del Pua, i pronto soccorso catanesi saranno sempre intasati, le liste d’attesa non verranno mai alleggerite, sprechi e duplicazioni di servizi continueranno, a danno tanto dei cittadini quanto dei lavoratori del settore".

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Il numero uno della Cisl etnea stigmatizza anche il “caso Giarre”: "Senza il Presidio territoriale d’emergenza , capace di fronteggiare e stabilizzare temporaneamente le emergenze fino alla loro attribuzione al Pronto Soccorso dell'Ospedale di riferimento, ci saranno comunità, come a Giarre, che resteranno prive di una vera struttura per trattare i casi di urgenza o attenderanno invano l’arrivo tempestivo di un’ambulanza". Dall'altro lato, i Presidi territoriali di Assistenza, rappresentano il punto di accesso privilegiato alla rete territoriale e individuano soprattutto il target del cosiddetto “Paziente fragile” (con cronicità, disabilità, o minori, anziani ecc). Ma essi devono essere connessi con il Cup con il Pua. "Sulle estenuanti liste d’attesa per le prestazioni specialistiche pubbliche – conclude Attanasio – chiameremo a giorni l’Asp a un confronto per avere una definitiva e chiara risposta su quale azione si vuole intraprendere per eliminare un sistema di gestione certo non degno di una città civile e moderna".

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