Sanità, tagli all’assistenza dei trapiantati del Ferrarotto

A denunciare quanto sta accadendo sono Mimma Virzì trapiantata di cuore e presidente regionale dell'associazione Marta Russo a Catenanuova, Aureliana Iacoboni Russo, madre di Marta e Giusi Venticinque presidente provinciale dell' associazione ad Agira

Tagli alla Sanità e polemiche in corso. Arriva, infatti, da una nostra lettrice la segnalazione di quanto sta succedendo a Catania, all'ospedale Ferrarotto. Tagli all’assistenza dei trapiantati. A denunciare quanto sta accadendo sono Mimma Virzì trapiantata di cuore e presidente regionale dell’associazione Marta Russo a Catenanuova, Aureliana Iacoboni Russo, madre di Marta Russo e Pres. Nazionale dell’Ass. Marta Russo e Giusi Venticinque Pres. Provinciale Ass. Marta Russo ad Agira.

Nella lettera-denuncia scrivono: "I cardiotrapiantati di Catenanuova e della Sicilia, circa 50, vengono assistiti e seguiti a Catania dal cardiologo Dr. Giuseppe Leonardi, noto in tutta Italia nel settore dello scompenso cardiaco e dei trapianti. Da più di sei anni, visto il cospicuo numero di pazienti seguiti, al dottor Leonardi era stata affiancata un’altra unità medica per gestire l’ambulatorio di scompenso cardiaco e trapianti della cardiochirurgia dell'ospedale Ferrarotto di Catania. Da circa un anno contro il parere e la volontà del responsabile la suddetta unità è stata trasferita".

“Siamo anche a conoscenza che è stata finanziata in passato l’attrezzatura per il centro scompenso cardiaco e la cardiologia dei trapianti – si legge nella lettera - ma le attrezzature sono state distribuite piuttosto che dare le risorse necessarie a chi lo aveva progettato e condotto. In pratica si è fatto di tutto per non dare posti letto ad un progetto così importante, che avrebbe riguardato anche le complicanze dei pazienti cardiotrapiantati, con adeguata e competente assistenza. Anche chi non è del settore si rende conto che i trapiantati non possono essere ricoverati presso reparti che non hanno competenze o esperienze nel gestirli”.

Le presidenti dell’Associazione, anche a nome di tutti i trapiantati siciliani, denunciano inoltre lo spreco di denaro pubblico per la realizzazione di un ulteriore ed esclusivo centro che ha richiesto grossi finanziamenti per eseguire tutti i trapianti: “Con la motivazione della peculiarità e complessità di tale branca della medicina abbiamo anche assistito, malgrado il centro di Catania fosse stato il primo in Sicilia, alla istituzione di un altro centro privilegiato, ciò ha richiesto ingenti finanziamenti, mentre niente veniva destinato al centro di Catania che continuava invece ad arrangiarsi con i soliti carenti mezzi quotidiani. Forse i trapiantati cardiaci di Catania sono di serie B? Anche a seguito di denuncia alla Procura della Repubblica da parte di una nostra associazione sul diniego al ricovero di questi pazienti da parte di un primario, l'amministrazione ha negato l'evidenza”.

Altro danno ai pazienti è stato il trasferimento della dottoressa Enza Randazzo che li assisteva assieme al dottor Leopardi: “Ma la cosa che non riusciamo a comprendere è perchè, ormai da più di un anno a questa parte, sia stata trasferita la dott.ssa Randazzo che collaborava con il dr. Leonardi nel suddetto ambulatorio, mettendolo così “con le spalle al muro” – leggiamo testualmente nella lettera - un solo medico non può infatti sopperire alla popolazione di pazienti con cardiomiopatie e scompenso e cardiotrapiantati che hanno in quell’ambulatorio un sicuro riferimento da oltre 15 anni, costringendoli spesso ad attese prolungate. Non può da solo, seguire i pazienti con cuori meccanici che, come i trapiantati, vengono da lui seguiti dalla terapia intensiva al domicilio. Cosa accadrà e chi ci seguirà nel periodo in cui il Dr. Leonardi andrà in ferie, visto che l'unica persona in Azienda che ha competenza e ci conosce oltre il Dr. Leonardi è la Dr.ssa Randazzo?”

E rivolgendosi direttamente all’Assessore alla Salute Lucia Borsellino sottolineano: “A noi sembra, caro Assessore, che, come purtroppo spesso è accaduto, si porti con le spalle al muro chi merita ed ha capacità professionale per sostituirlo con altro personale, magari con nessuna esperienza, ma sicuramente assoggettato ed asservito per pura logica di gestione di potere o, come copione già visto, dopo aver portato una attività al lumicino per mancanza di mezzi, si possa avere poi la giustificazione per sostituirla con milionarie convenzioni con centri di fama extra regionali o addirittura internazionali. Ma quando, caro Assessore, in Sicilia si imparerà a fare crescere la propria erba e non a pagare cara quella del vicino? Se anche un governo che ha fatto dell'autonomia un cavallo di battaglia non attua questa politica, non abbiamo veramente speranza. Siamo stanchi di sentire le solite musiche, caro Assessore, non crediamo più alle belle parole, ma ai fatti che vediamo, e non corrispondono a quanto si va paventando in giro. Qui è in gioco la nostra salute e sopravvivenza”.

I trapiantati e i pazienti di Catania si sentono abbandonati dalle istituzioni e temono di non avere più la possibilità di essere assistiti secondo le necessità che ogni caso richiede:

“Adesso che il Dr. Leonardi, per motivi personali, di congresso e ferie dovrà assentarsi per piu di un mese, anzichè farlo sostituire dalla Dr. ssa Randazzo come da lui richiesto, si è preferito inviare i pazienti con cardiomiopatie al Policlinico, per essere seguiti da giovani dottori che non li hanno mai visti e non conoscono la loro storia. Ma i trapiantati? I pazienti con assistenza ventricolare meccanica? Quelli non li vuole seguire nessuno, troppo complessi, troppo delicati, quelli non hanno neanche un appuntamento, salteranno così tutti i controlli e gli esami programmati. Chi avra' la competenza, se non il Dr Leonardi o la Dr.a Randazzo, per valutare i risultati degli esami e delle biopsie? Ma che facciamo? Improvvisate sulla pelle dei pazienti? Questo, caro Assessore, al mio paese si chiama interruzione di pubblico servizio".

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