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Sabato, 22 Giugno 2024

Arcivescovo Renna: "Catania è una città da ricostruire, evitare passerelle politiche"

L'arcivescovo Luigi Renna, alla vigilia delle celebrazioni agatine - le prime dal suo insediamento - analizza a tutto tondo la situazione in cui versa Catania. Nelle sue parole è centrale la necessità di porre un freno alla deriva politica che ha portato la nostra città ad essere priva di una guida

"Nonostante le tante criticità, alle porte della festa di Sant'Agata la fede di Catania non è messa da parte. E' una città che guarda al futuro. Ed il futuro deve essere migliore del passato. Serve un buon governo, lungimirante, per valorizzare tutte le potenzialità di questo territorio". A pochi giorni dalle celebrazioni agatine, l'arcivescovo Luigi Renna non nasconde la sua preoccupazione per lo stato permanente di crisi che ha reso negli ultimi mesi, forse anni, il Comune privo di una guida autorevole e permanente.

L'appello ai candidati

Affilate come una lama le sue parole, che non nascondono un riferimento diretto all'ex primo cittadino e ad altre figure istituzionali. "Se una persona è priva di competenze specifiche, non può varcare la soglia di Palazzo degli Elefanti. Se una persona ha dei conti in sospeso con la giustizia o con altre questioni, non oltrepassi la soglia di questo edificio. Nel caso in cui, successivamente, arrivasse una sentenza definitiva, sarebbe inficiata la sua stessa azione. Su questo dobbiamo essere molto chiari. Amare la città significa essere delle persone ponderate".

No alle passerelle politiche

Parlando poi delle prossime elezioni comunali, l'arcivescovo Renna rivolge un invito anche agli elettori, affinchè non prevalga ancora una volta l'astensionismo. "Guardiamo negli occhi le persone che andiamo a votare. L'esercizio di partecipazione alla democrazia va vissuto fino in fondo. Se alle urne andasse il numero di elettori delle regionali, vorrebbe dire che non abbiamo un senso di amore per la nostra città, vogliamo sia in balia del primo arrivato. Bisogna valutare la competenza e la trasparenza dei candidati, lasciando da parte chi fa promesse per piccole cose. Diffidate, ad esempio di chi dice 'faremo una bella festa di Sant'Agata'. Dobbiamo fare una bella 'città di Sant'Agata'. E proprio qui c'è il senso della fesitivà. Altrimenti si rischia di avere solo una passerella per qualche politico. E questo non è nè cristiano nè da persone civili".

La necessità di ricostruire Catania

Infine, un appello ai fedeli. "Sant'Agata ha fermato tanti mali della città. Ha fermato l'oppressione che Federico II voleva esercitare su Catania, come ricorda la famosa frase: 'Non offendere la Patria di Agata perchè essa vendica le ingiustizie'. Ecco, questo ci insegna a non lasciarci opprimere da tutto ciò che può distruggere la nostra città, e che in parte lo ha già fatto. Ma noi siamo qui per ricostruire e farci animare dalla fede e dalla speranza".

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