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Martedì, 17 Maggio 2022
Cronaca

Santapaola-Ercolano: arrestato il latitante Trentuno, elemento di spicco del gruppo "San Cocimo"

I carabinieri del nucleo investigativo di Catania e la squadra mobile hanno rintracciato e catturato il latitante Antonino Trentuno, 28 anni. Era a bordo di un’autovettura a noleggio, lungo l’autostrada Salerno Reggio Calabria, quando è stato fermato dalla polizia stradale di Vibo Valentia per un controllo

I carabinieri del nucleo investigativo di Catania e la squadra mobile hanno rintracciato e catturato il latitante Antonino Trentuno, classe 1994, elemento di spicco del gruppo di “San Cocimo” della famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola-Ercolano. Era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia etnea poiché gravemente indiziato del reato di associazione finalizzata al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito dell’operazione “Quadrilatero”, eseguita il 20 settembre 2021 dai carabinieri della compagnia di Catania Fontanarossa.

La cattura di Trentuno è avvenuta dopo diversi mesi di serrate attività investigative del reparto operativo di Catania che, anche grazie alla collaborazione del servizio di cooperazione internazionale di polizia, hanno consentito di localizzarne la presenza tra l’Albania e la Grecia, nonché di monitorarne il rientro in Italia e, più precisamente, in Sicilia.

La polizia stradale di Vibo Valentia, nel pomeriggio di ieri, tra gli svincoli di Pizzo e S. Onofrio lungo l’autostrada Salerno Reggio Calabria in direzione sud, ha proceduto al controllo di un’autovettura a noleggio sospetta condotta da un vibonese, già noto alle forze dell’ordine, con a bordo il latitante munito di un documento con segni che ne mettevano in dubbio la reale autenticità. L’atteggiamento nervoso ed insofferente al controllo della polizia stradale ha indotto gli operanti ad approfondire i controlli sull’autovettura e sull’effettiva identità dei fermati. Pertanto, condotti in ufficio, la squadra mobile di Vibo accertava che l'uomo viaggiava con una carta di identità falsa nonché con altra certificazione, tra cui quella relativa al green pass, contraffatta.

Gli approfondimenti investigativi, svolti in stretta sinergia con i militari del reparto operativo dei carabinieri di Catania,hanno permesso di accertare la reale identità del latitante siciliano. Il conducente del mezzo su cui viaggiava Trentuno è stato arrestato per il reato di favoreggiamento mentre il latitante, svolte le formalità di rito, è stato associato presso la casa circondariale.

L’indagine “Quadrilatero", in particolare, aveva consentito di disarticolare i gruppi criminali che gestivano 3 fiorenti “piazze di spaccio” di sostanze stupefacenti radicate nel popolare quartiere di “San Cristoforo”, zona “San Cocimo”, roccaforte degli affiliati all’omonimo gruppo capeggiato da Maurizio Zuccaro, organico alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano.

Lo spaccio e il gruppo "San Cocimo"

Proprio Antonino Trentuno, genero di Lorenzo Saitta (“lo scheletro”), elemento di primo piano del gruppo di “San Cocimo”, e già condannato all’ergastolo, era uno dei responsabili delle piazze di spaccio insieme ai noti pluripregiudicati Spampinato Roberto - figura di elevata caratura criminale, ritenuta contigua al gruppo di “San Cocimo” facente capo a Maurizio Zuccaro- Concetta Zuccaro, sorella del boss ergastolano.

L’attività investigativa aveva fatto emergere un complesso ed articolato traffico di sostanze stupefacenti gestito da sodalizi criminali organizzati secondo un modello gerarchico, con al vertice i capi piazza che, avvalendosi del contributo degli associati in relazione al ruolo rivestito (vedetta, pusher, rifornitore e custode dello stupefacente), garantivano l’operatività delle piazze di spaccio (cocaina, crack e marijuana) nella rete di vicoli stretti del quartiere di “San Cristoforo” ed in particolare in via San Damiano, Vicolo Testai e via Avola.

Le condotte illecite venivano poste in essere secondo meccanismi ben rodati e consolidati, a volte anche in presenza o addirittura con il coinvolgimento materiale di bambini. I sodali, impiegati in diversi turni orari nell’arco della giornata, si sono rivelati particolarmente abili nel rimodulare di volta in volta le loro “strategie operative” a causa dei pressanti controlli da parte delle Forze di Polizia, “spostando” le piazze di spaccio in diverse vie e vicoli dello stesso quartiere, nonché modificando in continuazione le modalità di cessione dello stupefacente.

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