Sassi contro il bus, l'autista: "Animali, mi hanno insultato e minacciato"

L'autista del bus 726, vittima di un'aggressione questa notte, racconta a CataniaToday i dettagli dell'accaduto e spiega amaramente: "Questa è Catania, non cambierà mai nulla"

Notte di paura per Nico, il giovane autista del bus 726 di Amt che, intorno alle 0.25 è stato colpito da un grosso masso in via Ustica, vicino al quartiere di San Giovanni Galermo. Il mezzo, come racconta il conducente alla nostra redazione, è stato prima raggiunto da una 'pioggia' di palloncini d'acqua, lanciati dalla strada "da un gruppo di circa 20 ragazzini, tutti molto giovani". Una "bravata" che non ha spaventato, inizialmente il dipendente di Amt che, al ritorno, per evitare un altro episodio del genere, ha pensato di chiudere porte e finestrini. Ripassando per lo stesso punto, dopo circa venti minuti, con a bordo un solo passeggero, il lavoratore ha visto il masso raggiungere il vetro anteriore ed è stato costretto a fermarsi e chiamare la polizia. Tra gli insulti e le minacce del gruppo di minori. 

"Intorno a mezzanotte, quando stavo salendo in via Ustica verso San Giovanni Galermo, sulla sinistra,  c'erano una ventina di ragazzi, che mi hanno bombardato di palloncini d'acqua - spiega Nico a CataniaToday - Mi aspettavo qualcosa del genere, e ho chiuso tutto. Mai avrei pensato però che arrivassero a lanciarmi una pietra di un chilo e mezzo addosso". L'impatto, racconta ancora la vittima, "ha rotto il vetro anteriore e mi sono arrivati dei pezzi addosso ma, per fortuna, quella superficie è dotata di una pellicola protettiva che ha attutito il colpo". "Se fosse arrivata invece in una delle ante laterali - continua - si sarebbe sicuramente distrutto il vetro e mi sarei potuto ferire in malo modo".

A quel punto Nico si è dovuto fermare, far scendere il passeggero che è salito su un secondo autobus e chiamare la polizia. "Nel frattempo i ragazzini mi hanno insultato, dicendomi frasi ingiuriose in dialetto - spiega ancora l'autista - Stavano però lontani da me, in branco, un comportamento proprio da 'leoni' ", commenta sarcastico. La paura, tuttavia non è mancata. "Sono rimasto solo in mezzo alla strada, al buio e chiaramente un po' mi sono spaventato - chiarisce - A quel punto ho chiamato la polizia che è arrivata con la scientifica ed ha preso le impronte sia sulla pietra che sui palloncini". "Alla fine è arrivato lil mezzo di vigilanza dell'Amt, e abbiamo portato scortato il mezzo nel deposito Pantano d'Arci". 

L'autista, che ha chiaramente presentato una regolare denuncia contro ignoti alla polizia, commenta infine amareggiato: "Non riesco a capire i motivi di questi gesti, se non come atti di 'spacchiamento' - conclude - "Vogliono che si dica 'sono stato io a danneggiare l'autobus' come se fosse quasi una medaglia da appuntarsi al petto. Un comportamento che temo non potrà mai cambiare, perché la città, purtroppo, è quella che è".  

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