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Due scafisti libici presi dopo l'ennesimo sbarco al porto di Catania

Il video che li incastra

 

Dopo lo sbarco di migranti del 5 marzo scorso, avvenuto dalla “Siem Pilot” che aveva a bordo 502 migranti di varie nazionalità e una salma, la procura etnea ha tratto in arresto due scafisti libici, individuati come organizzatori di uno dei tanti viaggi della speranza e conducenti di un barchino con 32 persone.

Un giovane cittadino siriano ha fornito uno spaccato del modus operandi delle organizzazioni libiche che si occupano del traffico di essere umani. Ha riferito di aver contattao un "poliziotto libico", per organizzare la traversata con un’imbarcazione di dimensioni ridotte ma ritenuta sicura. Il costo era di circa 63 in tutto mila euro, da dividere tra i vari componenti del viaggio, ed avrebbe consegnato solo parte della somma, con l’impegno che la rimanente parte l’avrebbero lasciata a un intermediario in Libia, che l’avrebbe consegnata ai trafficanti solo dopo una telefonata di conferma del loro arrivo in Italia. In realtà, si sono accordati per versare la somma di 75 mila dinari libici, 40 mila da versare subito e 35 dopo l’arrivo in Italia, tanto che gli organizzatori hanno inserito nel “ viaggio ” anche migranti di altre nazionalità.

Trascorse un paio di settimane, alle prime ore del 2 marzo scorso, lo scafista aveva condotto i migranti presso il porto di Sabratah. Sulla spiaggia hanno fatto salire i migranti su un’imbarcazione in legno arrivando poi a bordo della Siem Pilot.  Durante la permanenza a bordo della nave di soccorso, i due libici hanno raccomandato ai migranti di riferire agli investigatori di essere dei pescatori che avendoli visti in difficoltà si erano fermati per aiutarli. A carico dei due scafisti ci sono anche le riprese di un telefonino.

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