In manette 16 scafisti, il racconto dei migranti: "Solo loro avevano il salvagente"

"Gli scafisti - commenta il procuratore Michelangelo Patanè - erano gli unici ad avere il salvagente. I migranti hanno riferito di essere stati tenuti in condizioni al limite dell'umano, presi a cinghiate e nutriti a pane e acqua"

Sedici cittadini extracomunitari provenienti da Marocco, Gambia, Etiopia, Egitto e Palestina sono stati fermati dalla polizia e dalla guardia di finanza, sotto il coordinamento della Procura etnea, in seguito ad un'operazione relativa allo sbarco dello scorso 28 maggio di 884 migranti nel porto di Catania. I dettagli dell'operazione sono stati resi noti stamattina nel corso di una conferenza stampa.

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I migranti erano giunti in città a bordo del rimorchiatore battente bandiera italiana “Vos Thalassa”, che aveva accolto a bordo le persone salvate in 5 diverse operazioni. "A differenza di quanto avviene sulle navi militari - spiega in conferenza stampa il pm Andrea Ursino - nel rimorchiatore italiano i vari gruppi sono stati mischiati tra loro. Gli investigatori di polizia e finanza, coordinati dalla procura etnea, hanno raggiunto in mare la nave riuscendo ad individuare i 16 componenti di un gruppo di scafisti presenti in un unico gommone. Si tratta di una novità assoluta. Erano in collegamento con una banda di criminali attiva in Libia che gestisce la tratta di migranti e probabilmente aveva deciso di mandare tutto il gruppo in Italia per fini interni all'organizzazione".

Emerge anche un altro dato riguardo alle condizioni di viaggio. "Gli  scafisti - commenta il procuratore Michelangelo Patanè - erani gli unici ad avere il salvagente. I migranti hanno riferito di essere stati tenuti in condizioni al limite dell'umano, presi a cinghiate e nutriti a pane e acqua prima di affrontare la pericolosa traversata in mare".

Gli investigatori della squadra mobile della polizia e del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza, con la collaborazione della locale sezione operativa navale delle fiamme gialle, hanno acquisito tutte le prove necessarie per porre in stato di fermo gli scafisti.

Ecco i nomi dei fermati accusati di favoreggiamento all’immigrazione clandestina: DIALLO Mohammad, nato in Gambia classe 1990 , ABDELFATTAH Gad, nato in Palestina, classe 1991, AHMAD OMAR Ahmad, nato in Egitto, classe 1992,  AHMED Mohammed, nato in Marocco classe 1993, AL GHDADI Mohamad, nato in Marocco classe 1994, ALMABROUKY Youssef, nato in Marocco classe 1990,BOUDRAA Jawad, nato in Marocco classe 1996, ELOUZIN Moad, nato in Marocco classe 1995, GHEDBANE Aziz, nato in Marocco classe 1984, HAJJI Youreb, nato in Marocco classe 1987, HASHAOUI Aziz, nato in Marocco classe 1980, HERMAN Mohammen, nato in Marocco classe 1988 13. IBRAHIM Ahmed, nato in Palestina classe 1989, MAATOUQ Bechir, nato in Marocco classe 1991, MAYAMED Abudi Risaag, nato in Etiopia classe 1997, SABER Moustapha, nato in Marocco classe 1988.

I migranti a bordo hanno dichiarato di essere arrivati in Libia dai paesi di origine, condotti in connection house site nelle località di Zuara eSabratah, dove erano rimasti per circa 35/40 giorni, sorvegliati e sfamati una volta al giorno. Per raggiungere l'Italia avevano pagato circa 500/ 1000 euro. Gli investigatori hanno individuato come driver il cittadino gambiano Diallo Mohammad, gli altri quindici si erano occupati di procurare tutto l'occorrente necessario per il viaggio e per mantenere l'imbarcazione.

I fermati sono stati condotti presso la casa circondariale di Piazza Lanza e rimangono a disposizione dell'autorità giudiziaria. L’intenso lavoro investigativo ha anche consentito l’acquisizione di elementi utili per successivi sviluppi delle indagini e per ricostruire le modalità seguite dall’associazione criminale di trafficanti libici che ha organizzato la partenza via mare e tenuto i contatti con gli scafisti posti in stato di fermo.

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