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Sciopero: i lavoratori agricoli scendono in piazza contro la riforma del lavoro

Domani, venerdì 27 aprile, scendono in piazza i lavoratori dell'agro-alimentare, per lo sciopero di 8 ore proclamato dai sindacati di settore Fai, Flai e Uila. Al centro della protesta i contenuti della riforma del mercato del lavoro

Al centro della protesta, che domani vede scendere in piazza i lavoratori dell'agro-alimentare, i contenuti della riforma del mercato del lavoro che prevede l'estensione dell'utilizzo dei voucher, "una riduzione ulteriore delle tutele previste per il lavoro stagionale" secondo le organizzazioni sindacali.

Per i sindacati inoltre "il nuovo trattamento che, nelle idee del governo, sostituirà l’indennità di disoccupazione con i requisiti ridotti (mini Aspi), comporterà una riduzione media dell’indennità spettante al lavoratore che, in molti casi, è di oltre il 30% rispetto alla precedente. Inoltre, il nuovo sistema di calcolo dei contributi figurativi (art. 34, ultimo comma del ddl lavoro) comporterà un forte taglio, nella migliore delle ipotesi, della prestazione pensionistica se non, addirittura, il mancato raggiungimento al diritto della stessa".

Le notizie che filtrano dal parlamento sembrano indicare che, sulla riforma del mercato del lavoro, si stia andando nella direzione sbagliata, con l’aumento della flessibilità cattiva e la riduzione delle tutele del lavoro, in particolare di quello saltuario”, ha dichiarato oggi, a Labitalia, il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza che, domani, concluderà a Catania la manifestazione unitaria di Fai, Flai e Uila.

Nel settore agro-alimentare, con l’estensione dei voucher e la riduzione delle tutele previste dalla mini-Aspi, il lavoro stagionale - ha aggiunto Mantegazza- rischia di essere travolto da un vero e proprio ‘eccesso punitivo’ che sfugge ad ogni logica e che potrebbe colpire migliaia di persone, già in condizione di grande precarietà”.

Con lo sciopero e le manifestazioni che si svolgeranno domani a Catania, Napoli, Catanzaro, Bari e in decine di altre città italiane - ha proseguito Mantegazza - i lavoratori diranno a governo e parlamento che è inaccettabile tagliare prestazioni e tutele alle persone più povere e ai lavoratori più deboli, anziché ridurre altri costi, come quelli della politica. Ci auguriamo che gli emendamenti da noi presentati vengano recepiti e che lo sciopero di domani serva a chiudere bene una brutta storia e non sia, invece, l’inizio di una lunga vertenza”.


 

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