Protesta autotrasportatori, non del tutto finita: ancora disagi al Porto

Si verificano attività ad intermittenza - nel Porto di Catania - che impediscono la circolazione dei mezzi pesanti. E poi, ladri di benzina, gestori disonesti che alzano il prezzo e furbi che scavalcano le file

La protesta degli autotrasportatori ancora non è finita. In particolare, si fanno i conti con le speculazioni e con i danni riportati. Ancora, infatti, si verificano attività ad intermittenza - nel Porto di Catania - che impediscono la circolazione dei mezzi pesanti. A denunciare la situazione con una nota inviata al prefetto Francesca Cannizzo, è il presidente di Confindustria Catania, Domenico Bonaccorsi di Reburdone.

"Ciò premesso - continua la nota- si rappresenta l'opportunità di valutare il ripristino dell'unità di crisi che ha egregiamente operato e con la quale abbiamo efficacemente collaborato nella scorsa settimana onde evitare di dovere di volta in volta richiedere l'intervento dei carabinieri, della polizia e della Guardia di Finanza. Le manifestazioni di protesta, hanno messo in ginocchio la Sicilia, già fortemente provata dalla contingente crisi internazionale e interna. Il blocco dell'autotrasporto ha causato gravissimi disagi per l'assoluta impossibilità di rifornimento di carburante e di approvvigionamento di beni di prima necessità".

Ladri di benzina, gestori disonesti che alzano il prezzo e furbi che scavalcano le file. In particolare, si segnalano speculazioni sui prezzi del carburante. Diverse chiamate sono arrivate al 117 della Guardia di Finanza. C'è gente che sostiene di aver pagato la benzina a 2 euro al litro e ciò potrebbe comportare la denuncia penale per il gestore disonesto. Ecco che, in questi giorni, sono stati intensificati i controlli da parte della Guardia di Finanza che, però, smentisce di avere riscontrato violazioni di carattere penale. Per chi pratica prezzi difformi da quelli esposti nel tabellone, le multe vanno da 516 a 3098.

Altri disagi, nella pescheria di Catania. Non c'è pescato e i venditori chiudono bottega, compatti anche con chi vende prodotti surgelati. "Il nostro - spiega Giuseppe Costanza, rappresentante della categoria dei pescivendoli - è un settore completamente abbandonato, nessuno si interessa alla situazione. Tutti gli operatori della pescheria appartengono a un comitato".

Anche gli armatori di Catania sono sul piede di guerra. Ieri hanno protestato e, oggi, un nuovo corteo muoverà da Porto fino a Piazza Duomo.

 

 

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