Sciopero benzinai: si attende decreto definitivo del Cdm per dare il via

Sciopero benzinai: le misure del Governo per il settore dei carburanti dividono i gestori dei distributori di benzina. Lo stop è in stand by e dipende dal decreto definitivo che uscirà dal cdm di oggi

La città boccheggia. Nelle strade, poche macchine e motocicli. Trovare carburante è, ormai impossibile. Alcuni tir che trasportano benzina sono stati scortati dalla polizia e il panico aumenta a seguito della minaccia di un nuovo sciopero da parte dei benzinai.

Benzina a rischio per la serrata di 10 giorni proclamata da Faib-Confesercenti e Fegica-Cisl contro le liberalizzazioni decise dal Governo. Ma le misure del Governo per il settore dei carburanti dividono i gestori dei distributori di benzina. Ieri, infatti, le altre due associazioni aderenti a Confcommercio, Figisc e Anisa, che nei giorni scorsi avevano proclamato 7 giorni di sciopero, hanno fatto sapere che lo stop è in stand by e che potrebbe essere revocato in attesa del decreto definitivo che uscirà dal cdm di oggi.

Alle due associazioni dei gestori non piace la bozza del decreto uscita ieri, secondo cui il Governo ha fatto "retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati": si lamenta in particolare che non c'è nessun impianto "multimarca", così come chiesto dall'Antitrust, "nessuna libertà per i gestori di rifornirsi sul libero mercato alle condizioni più convenienti per poter dare agli automobilisti prezzi più bass". Secondo Faib e Fegica, insomma, "il Governo si limita a gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica 'liberando' solo chi è già libero, cioè i proprietari gli impianti: alla fine il provvedimento non riguarda più di 500 impianti su 25.000". "Per il resto, il controllo dei petrolieri sull'intera filiera, 'dalla culla alla tomba' - accusano le due associazioni -, viene completato definitivamente con un regalo inaspettato: ogni compagnia potrà fissare le condizioni contrattuali che vuole, con ogni singolo benzinaio, senza nessuna tutela, nessuna contrattazione, nessuna mediazione collettiva". Le modalità dello sciopero, tuttavia, devono ancora essere messe a punto: le date saranno infatti indicate e rese note non appena le bozze di decreto dovessero trovare conferma ufficiale.

Nel frattempo, Roberto Alesse, presidente dell'Autorità di garanzia sugli scioperi, fa sapere che "i benzinai non potranno scioperare per piu' di tre giorni''.

''Al di là di quanto dichiarato alla stampa - prosegue Alesse - le organizzazioni di categoria sanno bene che la legge sugli scioperi e la regolamentazione di settore prevedono limitazioni, in particolare sulla durata e sulla garanzia di servizi pubblici essenziali, che non può eccedere le 72 ore. Qualunque comportamento difforme rispetto a ciò è, pertanto, illegittimo e come tale andrebbe valutato''.

''L'Autorità di garanzia sugli scioperi - conclude Alesse - peraltro, non ha ricevuto, fino ad oggi, alcuna proclamazione da parte dei Sindacati dei lavoratori addetti alla distribuzione di carburanti''.

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