Sciopero spiagge: venerdì 3 agosto chiusi gli ombrelloni dalle 9 alle 11

Il prossimo tre agosto gli operatori balneari di tutta Italia "incroceranno gli ombrelloni" in segno di protesta per manifestare contro il silenzio del Governo riguardo ai problemi della categoria

In piena stagione estiva, 30 mila stabilimenti italiani chiuderanno per un paio di ore gli ombrelloni per chiedere all’Ue una deroga alla direttiva Bolkestein la quale prevede che, dal 1 gennaio 2016, tutte le concessioni balneari vadano all’asta.

I clienti degli stabilimenti pertanto dovranno aspettare le 11 del mattino per potersi riparare dal sole, fino a quando cioè i gestori riprenderanno la normale attività. Dai lidi si assicura che saranno regolarmente garantiti i servizi di salvataggio

L’agitazione è stata decisa dai Sindacati di categoria SIB – Confcommercio, FIBA – Confesercenti, CNA – Balneatori e Assobalneari Italia – Confindustria, insieme ad un pacchetto di iniziative che verranno attuate nel corso del mese di agosto su tutte le spiagge.

Con questo sciopero chiediamo che il ministro del Turismo Piero Gnudi ci ascolti e convochi al più presto un tavolo tecnico - dichiara  Giuseppe Ragusa,  presidente provinciale del Sib e gestore di un noto lido della playa- la nostra è una protesta pacifica mirata a far conoscere all’opinione pubblica la situazione che metterà in ginocchio 30 mila aziende del settore balneare. Con la nuova direttiva dell’Unione Europea avremo grossi problemi dal punto di vista occupazionale che si vanno ad aggiungere all’attuale crisi economica, che ha causato in molti lidi un calo di introiti del 40% rispetto gli anni passati. Inoltre , l’incertezza normativa ha generato un blocco degli investimenti in quanto il sistema bancario, in assenza di norme certe, non finanzia più le strutture”.

IL RINNOVO ITALIANO-  La normativa italiana ha dato sempre stabilità e continuità alle concessioni demaniali, la norma italiana sulle concessioni turistico/ricreative dell’art.37, comma 2, del codice della navigazione per la concessione di beni del demanio marittimo (con qualità turistico/alberghiere) dà preferenza (con il diritto di insistenza) all’esercente attuale.  Le norme italiane prevedevano un rinnovo quasi automatico delle concessioni dopo sei anni senza garantire la riapertura del mercato alla loro scadenza.
L’UNIONE EUROPEA- Nel 2011 il Commissario al mercato interno ha ribadito che, secondo le norme UE, le concessioni devono avere una durata limitata e alla fine del periodo previsto deve essere garantita l’apertura alla concorrenza degli spazi pubblici interessati.

Quello che ci interessa è l’articolo 37 che prevede il rinnovo automatico delle concessioni continua Giuseppe Ragusa con questa legge noi gestori eravamo tutelati perché avevamo una concessione pluriennale senza scadenza che ci permetteva di investire nell’azienda. Adesso non abbiamo più la certezza di cosa ci verrà riconosciuto nel 2015. Siamo in una situazione di precarietà che rischia di intaccare anche la storicità di alcuni stabilimenti che esistono da oltre 100 anni ed hanno una continuità consolidata in termini professionali.  Inoltre la Comunità Europea non ha idea di cosa sia uno stabilimento balneare, questo tipo di struttura è tipica dell’Italia e nasce in base all’esigenza del cittadino e della zona. Abbiamo bisogno di certezze per fare investimenti lavorativi e fornire servizi completi ai cittadini”.
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: la Sicilia diventa zona gialla

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Maltempo, danni ad abitazioni nella zona sud di Catania

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

Torna su
CataniaToday è in caricamento