Sciopero vigili del fuoco: anche i pompieri catanesi scendono in piazza

Il Coordinamento provinciale etneo dei Vigili del fuoco di FP Cgil comunica l'adesione dei pompieri di Catania allo sciopero nazionale programmato il 18 giugno

I vigili del fuoco di Catania incroceranno le braccia il prossimo 18 giugno. Lo rendono noto il Coordinamento provinciale etneo dei Vigili del fuoco di FP Cgil e il segretario provinciale della FP Cgil, Armando Garufi, che comunicano l’adesione dei pompieri di Catania allo sciopero nazionale.

I vigili chiedono – si legge in una nota – di assumere i precari e i concorrenti dell’ultimo concorso pubblico; di velocizzare i passaggi di qualifica; di pagare gli arretrati; e di riconoscere il lavoro usurante, finanziando anche la carriera pensionistica dei pompieri con l’obiettivo di metterli riposo con qualche anno d’anticipo.

In questi giorni – proseguono le sigle sindacali – si è verificato ciò che era stato paventato qualche settimana fa. Si chiudono le sedi operative dei vigili del fuoco per sopperire la grave carenza d’organico. Sono finiti gli ultimi spiccioli che permettevano il richiamo in regime straordinario di unità permanenti essenziali alla costituzione delle due squadre d’intervento che servono un territorio che va da Scordia a Nicolosi. Per coprire questi territori si distraggono squadre da Paternò e da Acireale lasciando di conseguenza vastissime aree senza copertura immediata del soccorso tecnico urgente".

La segreteria della Funzione pubblica Cgil, insieme al Coordinamento Cgil Vigili del fuoco, ha presentato in queste ore la richiesta di accreditamenti  eccezionali per il richiamo di personale in regime di straordinario e ripristinare così la composizione minima di soccorso della provincia. “I grossi disagi, comunque, sussisteranno fino al 20  giugno – concludono i sindacati – quando una mobilità nazionale dovrebbe appianare qualche ammanco e riportare il Comando a organici più umani. I carichi di lavoro dei nostri vigili del fuoco sono praticamente insostenibili; vi è in atto una pericolosa tendenza all’infortunio, considerata anche l’età, non più giovane,  della maggior parte di loro”

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