Scogliera: associazioni cittadine contro un nuovo lido

Secondo le Associazioni i lavori per la realizzazione del lido hanno coperto l'inusuale vegetazione locale, modificando il paesaggio e la vegetazione del territorio locale

Alcune associazioni catanesi si sono riunite insieme contro una nuova struttura balneare nata da poche settimane nella scogliera lavica di Catania: sotto il mirino lo stabilimento della ditta Buy2Build Srl.

Secondo le associazioni la struttura è stata realizzata su un tratto di scogliera contraddistinto dalla tipica vegetazione alofila, una particolare tipologia di flora caratterizzante il territorio ed il paesaggio lavico catanese.

I lavori per la realizzazione del lido hanno coperto questa inusuale vegetazione con intere superfici di prato inglese, modificando pertanto il paesaggio e la vegetazione del territorio locale.

Quello che era un valore unico, che nessun altro posto in Italia poteva vantare denunciano in una nota le associazioni catanesi Lipu, WWF, Comitato cittadino Porto del sole, CittàInsime e Forum Salviamo il Paesaggio – è stato miseramente sostituito da tavolati in legno e da un banalissimo prato all’inglese. Un prato come quello di una qualsiasi villetta dell’area metropolitana”.

Inoltre, le associazioni denunciano il fatto che non è stato realizzato un intervento temporaneo, di tipo monta e smonta stagionale, ma bensì un intervento di tipo permanente con modifica irreversibile del paesaggio originario naturale.

A questo va aggiunta, sempre secondo la denuncia delle associazioni, la realizzazione di una recinzione metallica posta sulla ringhiera, i gazebo che occultano la vista del mare, le antenne televisive, i bagni chimici in bella vista col loro odore di soluzione chimica che si spande sulla passeggiata a mare dei catanesi, la realizzazione di una siepe con canne di bambù fra il marciapiede e le aree a prato in pieno dispregio della vegetazione mediterranea.

“Quella che era la passeggiata dei catanesicontinua la lettera indirizzata alle istituzioni localispecialmente d’estate, il nostro “passiaturi” è stata sacrificata per un interesse privato che fra l’altro mostra, con arroganza, l’insensibilità verso il nostro paesaggio e la nostra cultura”.

Le associazioni chiedono agli Enti di intervenire per evitare l’alterazione irreversibile di tale tratto di scogliera mediante la completa eliminazione del prato all’inglese e del terreno sottostante che ha portato ad un innalzamento della quota del terreno di circa 30 cm, in quanto determina una trasformazione irreversibile di un tratto di costa di grande pregio naturalistico e paesaggistico; lo smontaggio della parte di solarium che grava sulle lave cordate per evitarne l’ulteriore danneggiamento; l’eliminazione della siepe di canna di bambù perché oltre a prefigurare una barriera per la vista del mare è un pesante inquinamento della vegetazione tipica della scogliera e infine l’eliminazione della recinzione metallica, del gazebo  e delle staccionate  perché offendono il cittadino, che prima aveva una passeggiata con vista sul mare ed ora ha una passeggiata su un lido, con barriera visiva;

 

 

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