Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Paternò

Scoperta centrale di riciclaggio del rame: sequestrate tonnellate di “oro rosso”

All'interno dell'azienda i militari hanno individuato un'area adibita alla raccolta, al trattamento e alla rivendita di rame. In particolare, nel centro di lavorazione, il rame arrivava dopo essere stato rubato

All’alba di ieri mattina i Carabinieri della Compagnia di Paternò hanno arrestato V.C. di 25 anni, e A.A., 25enne, di nazionalità marocchina, entrambi pregiudicati, i quali sono stati intercettati a bordo di una Fiat Bravo di loro proprietà all’atto di versare presso una ditta di stoccaggio e lavorazione nel comune di Carlentini, al confine tra la provincia di Catania e di Siracusa, un consistente quantitativo di rame privo di guaina, del peso circa 100 kg e della lunghezza di circa 2 km, asportato durante il precedente arco notturno e sottoposto a sequestro.

All’interno dell’azienda i militari hanno individuato un’area adibita alla raccolta, al trattamento e alla rivendita di rame. In particolare, nel centro di lavorazione, ove il rame arrivava dopo essere stato rubato e sgrezzato della guaina plastica, venivano realizzate tutte le fasi successive. Il metallo è risultato estratto in prevalenza dai fili elettrici di utenze abitative private, aventi una sezione minore, e dai cavi dell’alta tensione o della telefonia, di sezione maggiore o più ingombranti. Le matasse di rame grezzo, infatti, consegnate dai “predoni” con un guadagno di poco meno di 4 euro al chilogrammo, venivano raccolte e ammassate in un grosso container per poi essere passate in una macchina “premacinatrice”, ove i filamenti venivano separati dai residui plastici della guaina.

Il prodotto “lavorato” veniva poi riversato in un secondo macchinario c.d. “trituratore”, ove avveniva lo sminuzzamento del rame in minuscoli frammenti, pronti per la rivendita e l’immissione sul mercato, ovviamente ad un costo molto superiore stimato intorno al doppio del prezzo di acquisto. L’area è stata sequestrata unitamente al container , ai macchinari e all’ingente quantitativo di rame rinvenuto, circa 3000 kg, per una lunghezza complessiva di 40 km, verosimilmente asportato nelle ultime settimane presso alcuni siti ancora in corso di localizzazione tra i quali Sigonella, Santa Maria di Licodia, Motta Sant’Anastasia e altre località in provincia di Catania. Il titolare della ditta è stato denunciato per riciclaggio, mentre i due “trafugatori”, che dovranno rispondere di ricettazione, sono stati condotti al carcere di Siracusa.

 

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