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Cronaca

Il 5 aprile del 1995 moriva il grande scultore e grafico Emilio Greco

Era nato a Catania nel 1913 e fu anche scrittore ed illustratore. Sue opere figurano in musei nazionali ed internazionali

Il 5 aprile del 1995 a Roma moriva il grande scultore e grafico Emilio Greco. Era nato a Catania nel 1913 e fu anche scrittore ed illustratore. Appassionato di scultura antica fin da piccolo, appena tredicenne iniziò a lavorare come apprendista scalpellino in una ditta che si occupava di restauro e realizzazione di monumenti civici. Da esterno frequentò l'Accademia di Palermo ed ebbe esperienze d'insegnamento al liceo artistico di via Ripetta a Roma ed all'Accademia di Belle Arti di Carrara, ma insegnò anche a Napoli, Roma ed all'Accademia di Belle Arti a Monaco.

Anche Catania ha intitolato lo storico liceo artistico, fondato nel 1964, allo scultore siciliano: in linea con il prestigio del Maestro a cui è intitolato, l'Istituto ha annoverato tra il suo corpo docente gli artisti più emblematici nello scenario dell'arte contemporanea regionale, nazionale ed internazionale e, sin dall'origine, è stato pensato come propedeutico agli studi presso l'Accademia delle Belle Arti e/o la Facoltà di Architettura.

L'immagine in copertina è un'opera a grafite, realizzata e inviata alla nostra redazione dal direttore dell'Accademia d'Arte di Pisa, Bruno Pollacci, per omaggiare il grande artista siciliano.

"Nel 1956 ebbe la commissione di realizzare il monumento a Pinocchio, a Collodi (PT), che ebbe un grande successo ed attraverso il quale raggiunse grande popolarità. Altre sue opere importanti furono il monumento a Papa Giovanni XXII° posto in S.Pietro a Roma e le Porte del Duomo di Orvieto. Il Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo ed il Museo Puskin di Mosca gli dedicarono sale con opere scultoree e grafiche e gli fu anche dedicato il “Giardino di Greco” presso il Museo all'aria aperta di Hakone, in Giappone. Sue opere figurano in musei nazionali ed internazionali. Le sue opere mantennero sempre un ispirazione alla bellezza ed alle forme classiche e le sue grafiche furono caratterizzate da un segno intenso e dinamico con interessanti giochi di “vuoti e pieni” espressi attraverso le dinamiche di un controllato ed equilibrato “non finito” di grande eleganza formale. Viene considerato tra i più importanti scultori e grafici italiani del '900", scrive Pollacci.

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