Gilda Insegnanti: “Scelta infelice la promozione garantita agli alunni della Scuola dell'obbligo”

Giorgio La Placa, coordinatore provinciale della sigla sindacale: “La ministra dell'Istruzione ha dato solo una parvenza di dialogo coi Sindacati di categoria. Purtroppo la DaD, è tutt’altro che inclusiva e ad oggi non abbiamo nemmeno certezze su modalità e tempistiche per procedere con gli esami di Terza media”

Un "no" alla Scuola a distanza che promuove tutti. Con l'enigma, per la ripartenza a settembre della scuola della sperimentazione didattica “post-quarantena”, che da quanto si apprende dalla ministra Azzolina, sembrerebbe un “mix” di lezioni fra casa e scuola, con gruppi-classe tutti assieme a distanza, oppure alternati in classe per evitare assembramenti: ma ancòra manca un vero e proprio piano, con precise linee-guida per gestire l'emergenza virus fra i banchi di scuola. Così, per il prossimo Anno scolastico, si “naviga a vista”: ingressi e uscite scaglionati, teledidattica, alunni "contingentati" per numero o per classi, cos'altro? Nel frattempo, l'Anno scolastico 2019/2020 sarà ricordato come quello della “promozione politica” garantita a tutti gli allievi. Il passaggio alla classe successiva, garantita a tutti dal Ministero, sta di fatto determinando un certo disinteresse e un crescente "assenteismo" dalle video-lezioni degli alunni della scuola media, nei riguardi della Didattica a distanza, che con enormi sacrifici stanno portando avanti tutti gli insegnanti degli istituti comprensivi delle scuole etnee. Tante le lezione a distanza, tramite “video-conferenze” con gli alunni delle classi elementari e medie, della scuola dell'obbligo, con il "libera tutti" ministeriale a farla da padrone. Con le scuole chiuse e la Didattica a distanza, con video-lezioni “frequentate” da casa a colpi di “click” dagli alunni in pigiama grazie ad uno smartphone, tablet o pc, sicuri di essere promossi, è quasi fisiologico un certo disinteresse verso l'apprendimento, con grave danno per la crescita educativo-didattica dei pre-adolescenti. Indubbiamente c'è una diminuzione dell'interesse verso le offerte formative di "DaD", che però può anche essere attribuito al fatto che determinate utenze e le relative famiglie, appartengono spesso a realtà di quartieri popolosi e periferici di Catania, dove è presente un certo grado di "disagio sociale", e dove i genitori sono spesso poco presenti nei riguardi dell'applicazione agli studi dei propri figli. 

Un “libera tutti”, sul quale si pronuncia Giorgio La Placa, coordinatore provinciale della sigla sindacale “Gilda degli Insegnanti-Federazione Gilda-Unams”, associazione sindacale di rappresentanza dei dipendenti del comparto Scuola.

Sin dal primo momento - illustra il sindacalista catanese -, la ministra Azzolina ha dato solo una parvenza di dialogo con i sindacati di categoria, impedendo di fatto un sereno confronto tra le parti e trasformando i tavoli di confronto in tavoli informativi, spesso dopo gli organi di stampa. Il dialogo, viceversa, è molto importante. I tavoli contrattuali servono a confrontarsi, senza pregiudizi, cercando sempre di trovare la strada migliore da percorrere. Anche in una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo. Con il presidente del Consiglio e con gli altri ministeri della Pubblica amministrazione, ad eccezione della Scuola, il confronto è stato continuo e costruttivo garantendo tutte le parti sociali”.

Invece la ministra dell'Istruzione insiste imperterrita a prendere decisioni su questioni importanti e delicate senza alcun confronto e dialogo con i sindacati. Ignorare l´interlocuzione con le organizzazioni sindacali significa ignorare le proposte e le istanze dei docenti, e del personale della scuola, cioè di chi, lavorando ogni giorno in tale istituzione, ne conosce più di chiunque le criticità e i punti di forza. Significa, dunque, privare la scuola di un contributo importante e qualificato”.

Sulla controversa e didatticamente “discutibile” questione, della promozione annunciata e garantita a tutti dal Ministero, almeno per la Scuola media, cosa ci dice?

Personalmente credo che la scelta del ministro di dire chiaramente a tutti gli studenti e alunni, attraverso i mezzi 'social', che sarebbero stati promossi, si è dimostrata un’azione fortemente diseducativa, ed i risultati li piangiamo tutti, sia in qualità di genitori che in quella di docenti, rendendo più complicato il coinvolgimento dei nostri figli e dei nostri alunni. Ancor più grave è la situazione in cui ci ha lasciato, senza regole certe, lasciando all’improvvisazione, con norme spesso in contrasto tra loro. Invece sarebbero bastate regole chiare e condivise. Tutti comprendiamo che siamo in un momento di emergenza, e tutti noi docenti, a prescindere che sia previsto per legge o meno, abbiamo dimostrato di avere l’obbligo deontologico di voler andare avanti con la 'Didattica a distanza'. Ma il ministro ci ha lasciati scoperti da un punto di vista normativo. A tutt’oggi non esiste formalmente alcun obbligo da parte del docente di svolgere il proprio lavoro a distanza, né da parte dello studente di essere presente”.

Ciò vuol dire, che gli insegnanti non hanno l'obbligo di effettuare lezioni on-line, con le scuole chiuse dall'emergenza sanitaria?

Non esistono nemmeno norme che ci permettano di poter valutare serenamente gli elaborati e le attività in 'DAD'. Questo porterà irrimediabilmente a tutta una serie di contenziosi a carico di ignari insegnanti, che si sono prodigati nell’affrontare l’emergenza, come meglio hanno creduto di fare. Ad oggi non abbiamo nemmeno certezze su modalità e tempistiche per procedere con gli esami di Terza media. Abbiamo appreso che l’esame è stato ridotto alla discussione di una tesina, che va concordata, sia per argomenti scelti e sia per collegamenti interdisciplinari, con i docenti; ma non sono previste scadenze entro le quali presentarle, né fissati tempi entro i quali restituirle, per apportare le eventuali correzioni ed altro. Posso comprendere che allo stato attuale non si è ancora in grado di stabilire se l’orale verrà discusso in presenza o meno, ma un minimo di organizzazione sarebbe d’uopo”.

Infine, conclude il coordinatore catanese La Placa della Gilda degli Insegnanti-Federazione Gilda-Unams, “vorrei anche conoscere se ha predisposto un protocollo 'Covid-19' da distribuire a tutte le scuole, al fine di garantire la sicurezza di tutti i lavoratori della scuola, degli studenti e delle loro famiglie. Sarebbe inoltre opportuno che tale materia fosse regolamentata a livello centrale, altrimenti rischiamo di avere procedure distinte scuola per scuola, il che non garantirebbe quella sicurezza di cui oggi, più di ieri, abbiamo tutti bisogno. Purtroppo la 'didattica a distanza' è tutt’altro che inclusiva, poiché non tutti hanno connessione, banda e strumenti digitali adeguati alle connessioni. Sono molte le famiglie con più figli in età scolare, che spesso si collegano con il cellulare, piuttosto che con un Pc, a turno con gli altri fratelli. In molte zone delle tante città, la scuola e i docenti rappresentano da sempre la prima trincea all’accoglienza ed alla lotta all’ignoranza, ma con tutti i limiti delle risorse tecnologiche in possesso delle famiglie, delle scuole ma, soprattutto, delle infrastrutture tecnologiche del Paese. Sono molto preoccupato per il nostro futuro e quello dei nostri figli. La scuola è il primo luogo dove si insegna a educare, ed il dialogo costruttivo è la prima cosa che si insegna agli studenti. Il ministro dell’Istruzione che non dialoga con le parti sociali, non è un buon esempio per la nostra Scuola“.

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