Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

Scuola: 416 assunzioni di precari, rimangono fuori le maestre

Sono usciti i numeri delle immissioni di ruolo per il personale scolastico. Sono 416 le assunzioni di precari nel territorio catanese. Unico punto dolente, per la città di Catania, sono le zero assunzioni nella scuola elementare e nel personale educativo

Professore al lavoro

Sono usciti, dai ministeri dell’Economia e dell’Istruzione, i tanto attesi numeri delle immissioni di ruolo per il personale scolastico in tutta Italia. Dopo anni di attesa, avranno una cattedra fissa, per l’inizio del nuovo anno scolastico, 416 precari del territorio catanese.

Unico punto dolente per la città di Catania sono le zero assunzioni nella scuola primaria e nel personale educativo.
Le tabelle che riguardano la provincia di Catania parlano di 30 immissioni in ruolo per le scuole dell’infanzia, 0 per le elementari, 0 educatori, 153 alle medie e 61 nelle superiori, che per contratto non potranno chiedere il trasferimento in un’altra provincia per almeno cinque anni. A questi si sommano 172 insegnanti di sostegno.

Le immissioni di ruolo in tutta Italia non cambiano i tagli effettuali dal Ministro Gelmini e i posti eliminati all'interno della scuola, la manovra permette però di dare stabilità a 30.300 professori in tutta Italia.

"È un risultato importantissimo, l’inizio di una svolta — commenta Rita Frigerio, della Cislfinalmente una sistemazione per tantissimi precari. Ma questo deve essere solo il primo passo dei tre anni di assunzioni promesse". Più critica la Cgil, che conta ancora circa 3mila precari senza un posto fisso: "Siamo soddisfatti — commenta Pippo Frisone, Flc Cgilma non può sfuggire che questo decreto preveda un blocco delle anzianità per tutto il personale neoassunto: una beffa crudele.

Secondo il Coordinamento scuola precaria, si tratta di "assunzioni doverose che si aspettavano da troppi anni — dice Giuseppe Palatrasioma l’organico della scuola è dimagrito: continueremo a chiedere il ripristino dei posti cancellati".

Per la prima volta le immissioni in ruolo verranno fatte partendo da due diverse graduatorie: per due terzi riguarderanno i docenti iscritti a quelle dell’anno corrente, la rimanente fetta toccherà a chi era iscritto alle graduatorie dello scorso anno. "Così rimane fuori ancora tantissima gente — commenta Marco Campione, responsabile della scuola del Pdi neolaureati per i prossimi sei anni rimangono tagliati fuori: le graduatorie sono chiuse. Il fatto che il governo ignori le esigenze delle nuove generazioni è molto preoccupante: serve un concorso anche per loro".
 

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