Scuola, lettera aperta al sottosegretario ministero dell’istruzione Peppe de Cristofaro

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

Caro Peppe So che in questi giorni ricevi molti messaggi sulla questione della stabilizzazione degli ex LSU e soprattutto di coloro che sono rimasti fuori da tutto.La tanto sospirata Legge di Bilancio di fine 2018 ha disposto l’internalizzazione del servizio di pulizia delle scuole dal 1° gennaio 2020.Una legge che ha visto trepidare centinaia di lavoratori.Lavoratori “sfruttati e mal pagati” da aziende alle quali interessava solo il guadagno.La Tua recente nomina a Sottosegretario ha fatto si che si gettassero nella spazzatura centinaia di norme e proroghe tutte sulla pelle dei lavoratori. A nove mesi dall’emanazione di quella norma nessuno del precedente governo a trazione leghista aveva dato indicazioni per avviare le procedure previste dalla Legge.I tuoi tavoli di urgenti di confronto,anche con SGB,ha fatto sì si avviasse il bando di concorso in tempo utile. I vincoli imposti dalla legge non lasciavano molti margini di intervento: occorreva avere 10 anni di servizio, avere la licenza media e essere dipendente delle aziende. E anche i mumeri non erano a nostro favore. La platea degli aventi diritto era ben più ampia dei posti messi a disposizione,e la Legge,consentimi,non è stata esaustiva per tutti. Avete lavorato,impegnandovi a trovare soluzioni alternative che potessero consentire di ampliare la platea e dare una risposta ai lavoratori, utilizzando anche i contratti part-time, al posto dei full-time.Nonostante questo, rimanevano fuori dalla stabilizzazione tanti onesti lavoratori.Lavoratori che grande esperienza,con grande spirito di sacrificio,hanno contribuito con le loro lotte al raggiungimento della sospirata internalizzazione. La norma ha previsto un percorso graduale, prima le assunzioni provinciali, poi una fase nazionale per offrire ai lavoratori la possibilità di scegliere un posto full-time invece che un part-time.Una soluzione che a nostro avviso andrebbe cambiata,avvicinando i posti rimasti vacanti nel resto del Paese,verso quelle regioni “povere”di accantonamenti.Tra queste,la Sicilia,la Campania,la

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