Giovedì, 24 Giugno 2021
Cronaca

Cangemi (Pci): "A Catania un rientro a scuola con molti rischi e problemi"

"Gli spazi sono del tutto insufficienti perché non si è condotta un’opera coordinata di ricerca di nuovi immobili e sono in drammatico ritardo persino le cosiddette opere di edilizia leggera", ha detto l'esponente comunista

Sulla riapertura delle scuole è intervenuto l'esponente del partito comunista italiano Luca Cangemi che si occupa, a livello nazionale, di problematiche relative al mondo dell'educazione. Ha espresso grande preoccupazione per l'inizio del nuovo anno scolastico nel catanese.

"La preoccupazione è grande e giusta - ha detto Cangemi -. Quello che la situazione imponeva di fare, sin dalla scorsa primavera, non è stato fatto per le clamorose inadempienze delle istituzioni dal ministero dell’istruzione alla regione, dai comuni fino a quell’entità consegnata all’evanescenza chiamata Città Metropolitana".

"Gli spazi sono del tutto insufficienti - ha proseguito - perché non si è condotta un’opera coordinata di ricerca di nuovi immobili e sono in drammatico ritardo persino le cosiddette opere di edilizia leggera. C’è il rischio che riprenda una diffusa pratica di affittare edifici privati per le scuole, una pratica che ha una storia poco gloriosa in Sicilia e che comporta grandi costi in termini di trasparenza e di spreco del denaro pubblico. Incerta, è per responsabilità gravissima della Regione, l’organizzazione dell’assistenza agli alunni disabili. Gli organici sono colpevolmente inadeguati in ogni settore del mondo scolastico. La stessa scelta di assegnare a reggenti la direzione di diverse scuole, quest’anno può avere conseguenze assai negative".

Nel mirino dell'esponente comunista anche il ministro Azzolina per non avere operato "una forte stabilizzazione del precariato" e con "l’infernale caos delle graduatorie è di fronte agli occhi di tutti".

"Sui docenti se sul personale ATA graverà un carico di lavoro e di responsabilità molto pesante e gravi sono i rischi di violazioni dei diritti contrattuali e di un clima autoritario nelle scuole, dietro il paravento dell’emergenza. Sulla pelle di lavoratori e lavoratrici che hanno gravi patologie si sta giocando con leggerezza inaccettabile. Per quanto ci riguarda ribadiamo il nostro impegno a costruire una vasta opera d’informazione e mobilitazione dentro e fuori i cancelli delle scuole per garantire sicurezza e diritti", ha concluso Cangemi.
    

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