Scuole catanesi senza riscaldamenti, scoppia la protesta tra gli studenti

Coinvolti l'istituto “Lazzaro”, l'“Enrico Fermi”, il "Karol Wojtyla” “Eredia” e non solo. Gli studenti fanno lezione con scaldini e coperte

Classi come congelatori con studenti e professori costretti a fare lezioni con coperte e giubbotti per non morire di freddo: questa la situazione vissuta in molti istituti scolastici catanesi. Tra questi il  “Lazzaro”, l'“Enrico Fermi”, il "Karol Wojtyla” l' “Eredia”, in cui si è aggiunta la protesta degli studenti.

"Oggi il mancato azionamento dei riscaldamenti - denuncia il consigliere Buceti - sta portando gli studenti a protestare e, in molti casi, a non entrare nemmeno in aula: un primo atto, questo, in vista di una manifestazione generale in cui si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni preposte. In questo contesto, dirigenti e personale scolastico fanno quotidianamente i salti mortali per dare un servizio degno di questo nome. Chiudere gli istituti oppure far uscire gli studenti prima dell’orario previsto è una soluzione che lascia alquanto perplessi".

Eliana Cabras, rappresentante degli studenti dell’istituto “M.M. Lazzaro” denuncia nella propria scuola la presenza di un impianto vetusto che va riparato. Sulla stessa lunghezza d’onda il rappresentante della “Karol Wojtyla” Giuseppe Bersola che rimarca il fatto di come, in alcuni plessi, i termosifoni non vengono accesi oppure sono completamente assenti nelle aule e nei corridoi.

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I ragazzi, quindi, costretti a usare plaid e scaldini per non congelare. Stesse lamentele vengono fatte da Desirèe Pagano e Dennis Marletta, rappresentanti rispettivamente dell’istituto “Eredia” e della scuola “Ernico Fermi”. Il problema va risolto quanto prima, in caso contrario nelle prossime settimane la classi saranno probabilmente dimezzate a causa di raffreddori e malanni vari.

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