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Sea Watch, organizzazioni umanitarie: "Sì alla richiesta della Procura dei minori di Catania"

50 organizzazioni e associazioni a diverso titolo impegnate per i diritti dei minori hanno scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nella lettera in particolare si chiede a Conte che si dia seguito alla richiesta della procura etnea di fare sbarcare i minori

"Credo sia giusto tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica e provare ad impedire questo vero e proprio consumarsi di una violazione dei diritti fondamentali". Lo ha detto a Catania l'ex ministro della Giustizia, Andrea Orlando, parlando delle primarie del Pd a margine di una manifestazione politica a supporto della candidatura del Presidente della Regione Lazio. "Io non entro nelle dinamiche di carattere giudiziario, non è il mio compito - ha aggiunto- certo pero', ed è del tutto evidente, che tenere un bambino, un minore su una nave per giorni e giorni, e' contrario a qualunque senso di umanità e credo che venga prima del diritto". "E un elemento - ha concluso Orlando- che dovrebbe caratterizzare la stessa ragion d'essere della nostra convivenza".

Intanto continua l'emergenza a bordo della Sea Watch 3, ancorata a largo di Siracusa. Secondo quanto si apprende, il comandante della nave avrebbe comunicato con una mail che anche il terzo servizio igienico della nave nelle prossime ore potrebbe diventare inutilizzabile. I bagni usati dai 47 migranti salvati dalla nave e dalle 22 persone che compongono il personale dell'Ong tedesca starebbero per raggiungere la saturazione. Questo tipo di rifiuti non può essere scaricato in quella zona mare non lontana dalla costa.

Ieri, inoltre, 50 organizzazioni e associazioni a diverso titolo impegnate per i diritti dei minori hanno scritto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nella lettera in particolare si chiede a Conte che si dia seguito alla richiesta della procura presso il tribunale per i minorenni di Catania di far sbarcare i minori, sottolineando che "le disposizioni della Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, del diritto internazionale del mare, della Convenzione europea sui diritti umani, della nostra Costituzione e delle leggi interne di tutela dei minori di 18 anni rendono lo sbarco un atto dovuto, sinora ritardato senza comprensibili motivi".

''È ormai di urgenza improrogabile che i minori e tutte le persone presenti a bordo possano toccare terra nel più vicino porto sicuro e non restare ostaggio di dispute politiche alle quali, siamo certi converrà, il rispetto degli esseri umani e dei loro basilari diritti va sempre anteposto''. E' il messaggio contenuto nella lettera. La richiesta al premier è di intervenire immediatamente ed "esercitare quanto nelle Sue responsabilità per far sì che questo ulteriore penoso episodio si concluda oggi stesso con lo sbarco di tutti e l'opportuna e immediata presa in carico dei minori loro malgrado coinvolti. Si tratta di persone che hanno già subito violenze e privazioni durante il viaggio, la loro sofferenza si è prolungata sin troppo ed è responsabilità delle istituzioni italiane porvi fine".

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