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Sebastiano Ardita: “Csm riporti attenzione sui giovani magistrati”

“Noi siamo l’autogoverno - ha affermato il magistrato catanese - ed abbiamo l’obbligo di stare vicino ai colleghi più in difficoltà: dobbiamo dare forza e sostegno ai giovani magistrati

Nel formulare “il ricordo dalla tragica morte del collega magistrato Giovanni Romano”, avvenuta in un incidente stradale mentre si stava recando a Caltanissetta per partecipare ad un incontro con i rappresentanti del Csm, il consigliere Sebastiano Ardita, intervenendo al plenum di ieri, ha rilevato come “questo evento descriva la vita di tutti i giorni di un magistrato di prima nomina ed il CSM debba prendere spunto da questo fatto drammatico per occuparsi della condizione dei giovani magistrati, che è la più delicata e la più esposta rispetto a tutti gli altri colleghi”.

“Si tratta di giovani inviati in territori difficili, spesso lontano da casa ed in luoghi influenzati dalla criminalità organizzata, con un trattamento economico iniziale, a cui viene richiesto di operare in condizioni professionali e logistiche difficili se non impossibili, chiamati a permanere per un periodo che è stato recentemente innalzato ad almeno 4 anni”, dice Ardita. “Noi siamo l’autogoverno - ha affermato Ardita - ed abbiamo l’obbligo di stare vicino ai colleghi più in difficoltà: dobbiamo dare forza e sostegno ai giovani magistrati, non a parole ma nelle scelte concrete venendo incontro alle loro esigenze e con la nostra presenza”.

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