Cronaca

Crolla l'impero del "re dei supermercati", Procura chiede la confisca dei beni

La difesa di Scuto ha sempre sostenuto che il "re dei supermercati" in Sicilia avrebbe agito da "vittima di estorsioni da parte delle mafia" e che "pagava il clan per evitare ritorsioni personali"

Sebastiano Scuto è stato condannato a 12 anni di reclusione dalla Corte d'appello per associazione mafiosa. La Procura generale ai giudici di misure di prevenzione di secondo grado, ha richiesto la confisca dei beni, per diverse centinaia di milioni di euro, già sequestrati il 15 maggio del 2013 da militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Catania, e altri, riconducibili all'imprenditore Sebastiano Scuto

Sigilli sono stati posti a beni per i quali era stata disposta la confisca con la sentenza di secondo grado all'imprenditore. La sentenza non è definitiva, e per questo è stato disposto il sequestro preventivo e non la confisca in sede di sentenza penale.

La prossima udienza del processo per la misura di prevenzione è prevista il 25 giugno, con l'intervento del collegio di difesa dell'imprenditore e dei suoi familiari. Il 4 giugno, invece, è prevista la decisione della Cassazione sul ricorso presentato dai legali di Scuto contro la condanna a 12 anni per associazione mafiosa.

La difesa di Scuto ha sempre sostenuto che il "re dei supermercati" in Sicilia avrebbe agito da "vittima di estorsioni da parte delle mafia" e che "pagava il clan per evitare ritorsioni personali".

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