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Cronaca

Processo Scuto, dissequestrata una parte del “tesoro” del re dei supermercati

Il provvedimento annullato riguarda delle quote di due società minori che sarebbero entrate a fare parte del patrimonio familiare senza essere oggetto di indagini da parte della Procura

Annullata da parte del Tribunale del riesame di Catania una parte del provvedimento del sequestro di beni dell’imprenditore Sebastiano Scuto.

Si tratta delle quote di due società minori che sarebbero entrate a fare parte del patrimonio familiare senza essere oggetto di indagini da parte della Procura. In particolare non facevano parte del provvedimento che era stato disposto dal Gip in sede preliminare e richiamato nella sentenza di secondo grado che il 18 aprile scorso ha condannato Scuto a dodici anni per associazione mafiosa.

Il sequestro era stato ordinato dalla stessa Corte, ed eseguito il 15 maggio dalla Guardia di finanza, su un patrimonio valutato in diverse centinaia di milioni di euro. In primo grado, il 16 aprile del 2010, la seconda sezione penale del Tribunale di Catania aveva assolto Scuto dall'accusa di avere gestito a Palermo centri commerciali in comune con i boss Bernardo Provenzano e i fratelli Lo Piccolo.

La difesa dell'imprenditore ha sempre sostenuto che il re dei supermercati in Sicilia avrebbe agito da ''vittima di estorsioni da parte della mafia'' e che ''pagava il clan per evitare ritorsioni personali''.

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