Segregava e picchiava la moglie definendosi il suo "padrone", arrestato

Violenze brutali, gelosia morbosa e uso di stupefacenti: agli agenti della polizia si è aperto uno scenario di degrado e sopraffazione finalmente cessato

Si definiva il suo "padrone". La picchiava con violenza anche quando era incinta e dinanzi ai figli piccoli e faceva uso di stupefacenti. Uno scenario di incredibile degrado si è aperto dinanzi agli agenti del commissariato di Librino che hanno finalmente arrestato il presunto aguzzino, un 30enne accusato di reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali aggravate ai danni dell’ex convivente.
 

L'uomo impediva alla moglie di frequentare amiche o uscire di casa, obbligandola a chiedergli il permesso per andare a trovare la propria madre. Spesso non le forniva i soldi per fare la spesa. In un episodio l’uomo, rincasato a notte fonda, l’aveva aggredita con pugni e calci solo perché lei aveva acceso una sigaretta; non contento, il giorno dopò le ha provocato anche una ferita alla fronte.


Proprio questo ultimo episodio ha indotto la donna a rivolgersi alla polizia, dichiarando che non aveva voluto denunciare l’uomo in precedenza, per paura e per tenere unita la famiglia. In divese occasioni lui l’aveva sbattuta contro il muro e che, quando si era recata al pronto soccorso per farsi medicare, non aveva riferito ai medici che era stato proprio il marito a procurargliele. In un altro episodio l’uomo le ha anche provocato una emorragia congiuntivale e ferite al labbro.


Quanto dichiarato dalla donna ha trovato conferma presso i parenti che, aiutandola anche economicamente, l’hanno vista con un occhio nero ed hanno riferito che l’uomo la teneva prigioniera in casa. Di fatto l’uomo, che fa uso di stupefacenti, l’aveva sottomessa, per sua morbosa gelosia e perché si sentiva in posizione di superiorità: adesso si trova recluso nel carcere Piazza Lanza.
 

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