Bollette salate a non vedente catanese, condannata la Tim

"La sentenza - affermano l'avvocato Maurizio Mariani, che ha assistito in giudizio l'utente, e il presidente di Confconsumatori Sicilia, avv. Carmelo Cali' - conferma che il primo diritto negato al consumatore è quello all'informazione"

Credeva di partecipare ad un concorso a premi gratuito ma in realtà scaricava, a sua insaputa, suonerie e inviava sms a costi esorbitanti. Protagonista un non vedente titolare di contratto di telefonia mobile agevolato grazie ad una convenzione con l'Unione italiana ciechi, che si è ritrovato con una bolletta telefonica di 1.000 euro, che ha pagato, per poi rivolgersi alla Confconsumatori.

Grazie all'Associazione ha vinto una battaglia legale durata circa tre anni e sarà rimborsato dal gestore telefonico, Telecom Italia Mobile. Il Giudice di Pace di Roma Alberto Rossi ha dato ragione all'utente stabilendo che il gestore ha gravemente disatteso l'obbligo di fornire al consumatore la dovuta idonea informativa sui servizi.

La violazione ha comportato la nullità delle relative clausole contrattuali e il gestore e' stato condannato a rimborsare all'utente le somme contestate e al pagamento delle spese processuali. "La sentenza - affermano l'avvocato Maurizio Mariani, che ha assistito in giudizio l'utente, e il presidente di Confconsumatori Sicilia, avv. Carmelo Cali' - conferma che il primo diritto negato al consumatore eèquello all'informazione".

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L'utente riceveva sms - che il suo telefono cellulare trasformava in messaggi vocali - che lo invitavano a partecipare ad un concorso in cui erano messe in palio alcune automobili. Per partecipare era necessario inviare sms a pagamento e rispondere ad un quiz con molte domande facili: per ogni risposta veniva addebitato un costo. Inoltre, partecipando al concorso si acquistavano contenuti digitali - loghi e suonerie - ma non si scaricava la singola suoneria, bensì scattava un abbonamento che prevedeva addebiti dai costi variabili in relazione al tipo di suoneria scelta. 

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