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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca

Fu pestato al Lungomare nel 2015, dopo otto anni arriva la sentenza per gli aggressori

Raffaele Lo Savio fu aggredito lo scorso 12 ottobre 2015 da due commercianti contro l'iniziativa del Comune di chiudere al traffico il Lungomare la domenica. A distanza di otto anni sono stati condannati in primo grado a tre mesi

Sono stati condannati, in primo grado, a tre mesi i due commercianti che il 12 ottobre del 2015 presero di mira e massacrarono a calci e pugni Raffaele Lo Savio, conosciuto come Raffa Dj-Biker, ciclista dell’associazione Ruote libere, durante una protesta contro l'iniziativa del Comune di chiudere al traffico il Lungomare la domenica. Dopo la consueta pedalata di gruppo a ritmo di musica, Lo Savio insieme ad altri ragazzi in bici si era trovato davanti il corteo dei commercianti i quali avrebbero iniziato a gridare insulti contro i ciclisti. Successivamente, avrebbero aggredito Raffa Dj-Biker prendendolo a pugni e pedate, togliendogli la bici per distruggerla. Raffaele è stato così trasportato in ospedale per le contusioni riportate.

A dare l'annuncio della sentenza è lo stesso Lo Savio, attraverso un post su Facebook: "Ci sono voluti 8 lunghi anni, ma alla fine la sentenza è arrivata - scrive Lo Savio - Otto lunghi anni per condannare due di quelle numerose persone che durante il Lungomare Liberato del 12 ottobre 2014, si sono permesse, davanti alle forze dell'ordine e alle fotocamere, di pestarmi in pubblica piazza, senza motivo, presi solo da una rabbia cieca. Otto anni per una sentenza che, più che per la reale pena che infliggerà, è per me un simbolo che ancora c'è una flebile speranza nel sistema".

Dal post emerge però anche delusione nei confronti della politica locale:  "Speranza rimasta viva nonostante l'abbandono delle istituzioni, che si erano fortemente schierate davanti ai media nei giorni seguenti al pestaggio, e che avevano anche dichiarato pubblicamente false promesse di raccolte fondi per me e la mia bici. Ho portato avanti questa battaglia fino alla fine, anche senza di loro. Mi dispiace solo che papà non sia qui a vedere questo risultato, per il quale aveva lottato con me sin dall'inizio".

"Voglio ringraziare - conclude Raffaele - le persone che mi sono state a fianco, che hanno avuto il coraggio di testimoniare davanti ai giudici, e infine ringraziare ancora una volta il vigile che mi ha tirato fuori da quel pestaggio. Giustizia è fatta, non al 100%, ma è finalmente fatta".

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