Senza contratto e sottopagato, cade dal furgone mentre lavora: denunciato lo zio

Il giovane si era recato presso un residence in zona Barriera al fine di aiutare lo zio in lavori edili presso un’abitazione e nella raccolta di legname accatastato nel condominio

La polizia di Stato ha denunciato un cinquantenne per i reati di "sfruttamento dello stato di bisogno del lavoratore, reati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e lesioni colpose".

Nella giornata di ieri, un giovane di 22 anni è stato trasportato con l'ambulanza e con codice rosso, visto l’imminente pericolo di vita, presso il pronto soccorso dell’Ospedale Cannizzaro dove, a seguito di accurati accertamenti clinici, personale sanitario gli ha riscontrato diversi traumi alla testa e in altre parti del corpo con prognosi di 30 giorni. 

Personale del commissariato Borgo-Ognina ha accertato che il giovane si era recato presso un residence in zona Barriera al fine di aiutare lo zio in lavori edili presso un’abitazione e nella raccolta di legname accatastato nel condominio. 

Durante l’attività di carico del legname sull’autocarro, lo zio, nonché datore di lavoro, ha imposto al nipote di salire sopra il mezzo e pressare la legna al fine di metterne ancora e, nel dare questa direttiva, non ha fornito al giovane i previsti dispositivi di protezione, tra cui casco, e cinture, indispensabili per prevenire i rischi di caduta dall’alto. 

A seguito della ricostruzione dei fatti è emerso che il giovane, non essendo in sicurezza, ha perso l’equilibrio ed è caduto dal mezzo rimanendo inanime per terra e, solo grazie al tempestivo intervento di altre persone, che hanno chiamato l’ambulanza, è stato soccorso.

Ulteriore attività investigativa, ha dimostrato che lo zio, ha assunto il nipote senza un regolare contratto di lavoro, corrispondendogli la somma di circa euro 2.80 l’ora per quasi l’intera giornata e, cosa gravissima, imponendogli di lavorare in totale assenza di condizioni di sicurezza e salubrità. 

Alla luce dei fatti esposti, l’uomo è stato indagato in stato di libertà e, per quanto di competenza al fine di adottare i dovuti provvedimenti sono stati informati dei fatti  la Guardia di Finanza, l’Ufficio delle Entrate e l’Asp Spresal.

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