Senzatetto e ordinanza anti bivacco, Cgil: "Non si risolve il problema cancellando le persone"

Il sindacato chiede al Comune risposte in merito ai progetti per nuove strutture di accoglienza

"Il problema del disagio abitativo a Catania non può essere arginato a colpi di ordinanza sindacale, nè puó essere ridotto alla sola questione di "mero decoro", o addirittura di "occupazione di suolo pubblico". Con queste parole Dario Gulisano, responsabile delle politiche abitative della Cgil.

Il sindacalista, inoltre, richiama l'ordinanza "antibivacco" del Comune di Catania e fa riferimento alle recenti dichiarazioni dell'assessore Fabio Cantarella: "L'assessore dovrebbe infatti sapere che la presenza dei senzatetto sulle strade cittadine non è paragonabile ad un problema "di merci" ma di persone, peraltro cittadini in gravi difficoltà. Per questo motivo cancellare semplicemente  le persone più deboli che sostano nel centro storico, non può rappresentare la vera soluzione al problema".

"In primo luogo perché applicare l'ordinanza al solo centro - continua Gulisano - significherebbe indurre i senza tetto a spostarsi in zone più periferiche, che di certo non meritano meno attenzione delle altre.Alla Cgil di Catania spiace che non si arrivi al cuore della questione, cioè alla necessità di comprendere quali possano essere le soluzioni per accogliere nella maniera più giusta ed etica possibile queste persone in stato di indigenza".

Così la Cgil chiede di conoscere a che punto siano i progetti di accoglienza: in un primo momento si era ipotizzato di sfruttare beni confiscati alla mafia.

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"Ci chiediamo dunque se esistono davvero altre soluzioni alternative da parte dell'amministrazione comunale. Anche per questo vorremmo confrontarci con il Comune e comprendere quali possano essere le soluzioni da applicare in tempi brevi. Si potrebbe ad esempio pensare alla conversione ad uso abitativo di immobili pubblici che magari non erano destinati a tal uso. Pensiamo che intervenire a singhiozzo riproponendo soluzioni oramai decadute non sia né saggio, né risolutivo", ha concluso Gulisano.

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