Sequestrato e picchiato Rosario Puglia, a pochi giorni dal processo contro i suoi estortori

Giovedì pomeriggio nel comune di Linguaglossa, cittadina ai piedì dell'Etna, Rosario Puglia quasi settantenne, imprenditore antiracket e testimone di giustizia, è stato rapito, sequestrato, malmenato e poi abbandonato in un bosco sull'Etna

E' accaduto tutto in tre interminabili ore. Giovedì pomeriggio nel comune di Linguaglossa, cittadina ai piedì dell'Etna, Rosario Puglia quasi settantenne, imprenditore antiracket e testimone di giustizia, è stato rapito, sequestrato, malmenato e poi abbandonato in un bosco sull'Etna, come risulta da denuncia presentata ai carabinieri di Linguaglossa. Giorno 16 ci sarà l'udienza del processo dove Puglia ha denunciato altri estortori. A Puglia è stato riconosciuto la status di testimone di giustizia.

LE PRIME DENUNCE NEL 2008 - Rosario Puglia dal 2008 quando ha fatto le prime denunce per estorsione e usura combatte tra le aule dei tribunali e i ricorsi per ottenere giustizia. A causa delle lentezze burocratiche e delle sue denunce, nel 2014 voleva togliersi la vita perché il tribunale gli aveva riconosciuto un indennizzo di 800 mila euro ma l'Agenzia Antiracket non voleva pagare quella somma che poi in parte è stata pagata grazie ad un ricorso vinto al Tar siciliano.

IL RACCONTO DI PUGLIA SUL SEQUESTRO DEL 9 GIUGNO 2016 - “Subito dopo le 18 in una delle strade che porta al vicino comune di Piedimonte Etneo, ho travato fermi davanti a me una Panda di colore chiaro e uno scooter. Dal motoveicolo è sceso un uomo col casco integrale e una pistola nella mano destra che mi ha fatto cenno di accostare e di scendere dalla macchina. Dalla Panda – racconta Puglia nella denuncia fatta ai carabinieri - è sceso dal lato passeggero un altro uomo che mi ha fatto salire in macchina da una delle portiere posteriori. Una volta in macchina sono stato coperto con una coperta e uno degli uomini in macchina si è seduto sulle mie gambe per tenermi bloccato”. Dopo trenta minuti circa di strada sono arrivati in un bosco nei pressi del rifugio Citelli e lì Puglia è stato picchiato ed infine abbandonato. “I sequestratori - prima di andare via racconta Puglia - mi hanno detto che dovevo ritrattare tutto ai processi e che dovevo stare zitto su questa vicenda”. Giorno 16 infatti c'è l'udienza del processo contro gli estortori che Puglia ha denunciato.

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NOMI "PESANTI" E L'ESASPERAZIONE - A fine 2015 Rosario Puglia è stato arrestato perché avrebbe minacciato una strage al Tribunale di Catania. E' stato denunciato per calunnia, ma poi è stato archiviato. Le sue denunce hanno portato al rinvio a giudizio di Alfio Romeo negli ambienti mafiosi conosciuto come “Alfio Faviana” considerato il futuro reggente a Piedimonte Etneo in base alle dichiarazioni del pentito Giuseppe Laudani e Antonino Fazio. Romeo è ritenuto affiliato a Cosa Nostra proprio nella famiglia dei Laudani dalla Procura di Catania ed è stato arrestato nel febbraio 2016 nell'operazione che ha smembrato la cosca. Giorno 16 ci sarà una delle udienze in cui i due sono coinvolti perché denunciati da Puglia.

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