Call center Qé, sequestrati all'amministratore conti e beni per 1 milione di euro

La guardia di finanza ha eseguito il sequestro nei confronti di Patrizio Argenterio, amministratore pro tempore di Qé indagato per non aver provveduto, per l'anno 2014, al versamento di imposte per oltre un milione di euro

La Slc Cgil di Catania comunica "soddisfazione" per l'operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Catania che ha sequestrato i beni dell’ex amministratore Qè, Argenterio. Commentano il segretario generale della Slc Cgil di Catania Davide Foti, insieme a Valentina Borzì e Giovanni Arcidiacono, ex Rsu del call Center Qè : “La notizia ci riempie di gioia, non solo perché rivela l’impegno della magistratura e delle forze dell’ordine a favore della legalità, ma soprattutto perché le lavoratrici ed i lavoratori avevano il diritto di ricevere giustizia; ne siamo lieti, anche se ci troviamo solo all'inizio del percorso giudiziario. Da più di un anno, ed in tutte le sedi istituzionali, abbiamo denunciato più volte le irregolarità finanziarie e organizzative rispetto alla gestione dell'azienda, senza mai avere paura di portare avanti i principi di legalità e giustizia".

"Un plauso va alla magistratura e alle forze dell'ordine - continua la nota - in cui riponiamo totale speranza e fiducia rispetto a questa ennesima situazione di malaffare e illegalità nel nostro territorio. Oltre al danno economico il grave prezzo da pagare è la perdita del lavoro e della dignità da parte dei circa 600 lavoratori. Insieme a loro stiamo lottando per un progetto di reinsediamento locale ed innovativo per permettere il recupero di una così grave situazione lavorativa. Il sindacato ed i lavoratori conoscono la differenza tra certezze e promesse, legalità e illegalità, e proprio per questo ci auspichiamo una veloce risoluzione del procedimento giudiziario per poter finalmente recuperare le somme lavorate, i contributi non pagati ed il Tfr".

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