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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

La mafia "canta" neomelodico: sigilli a casa discografica "Q Factor Records"

I carabinieri hanno sequestrato beni nei confronti di Giovanni Comis, soggetto di elevatissimo spessore criminale con incarichi di vertice nel gruppo di "Picanello". Confiscati, oltre l'etichetta musicale anche immobili e terreni per un valore complessivo di 2,5 milioni di euro

I carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Catania hanno sequestrato beni nei confronti Giovanni Comis, soggetto di elevatissimo spessore criminale con incarichi di vertice nel gruppo di ‘Picanello’ della famiglia di Cosa Nostra catanese ‘Santapaola-Ercolano’, destinatario di più condanne anche irrevocabili per associazione di tipo mafioso e detenuto dallo scorso ottobre per reati di trasferimento fraudolento di valori e autoriclaggio tesi a preservare il proprio patrimonio.

I soldi 'sporchi' riciclati in case, terreni e cantanti neomelodici - Video

In manette dopo operazione "Picaneddu"

In particolare, è emerso che, almeno dal 2008 ad oggi, il predetto ed il nucleo familiare di appartenenza hanno tratto i propri mezzi di sostentamento da redditi di provenienza illecita (grave è risultata la sperequazione reddituale), mentre la “pericolosità sociale” di Comis – sottoposto dal 29 aprile 2019 alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale, per la durata di tre anni, con obbligo di soggiorno – si è manifestata nel corso di tutta la sua storia criminale come si evince dalle numerose condanne, alcune delle quali irrevocabili (la prima per fatti commessi nel 1991), per associazione di tipo mafioso, partecipazione ad associazione finalizzata al traffico illecito di stupefacenti ed estorsione aggravata dal metodo mafioso. Comis, tratto in arresto nel gennaio 2017 nell’inchiesta “Orfeo” e condannato, dopo essere tornato in libertà da alcuni mesi è stato nuovamente arrestato lo scorso 15 ottobre nell’ambito dell’operazione “Picaneddu” del nucleo investigativo dei carabinieri di Catania, in quanto ritenuto responsabile dei reati di concorso in trasferimento fraudolento di valori. Nello specifico, al fine di eludere la normativa in materia di misure di prevenzione, aveva fittiziamente attribuito la titolarità proprio di uno degli immobili oggetto dell’odierno sequestro ad un imprenditore compiacente. Deve rispondere anche di autoriciclaggio perchè, in qualità di vertice del gruppo mafioso, avrebbe utilizzato il denaro provento delle attività illecite per l’acquisto e la ristrutturazione del citato cespite. 

I beni sequestrati

I beni destinatari dell’odierno provvedimento, riconducibili a Comis e ai familiari conviventi, ammontano ad un valore complessivo di oltre 2,5 milioni di euro e riguardano: l’immobile, il 100% delle quote e l’intero compendio aziendale della “Q Factor Records s.a.s.”, etichetta discografica di diversi noti cantanti neomelodici, intestata ad uno dei due figli del suddetto e ad altro imprenditore; il terreno e una palazzina, in fase di completamento, costituita da 12 unità immobiliari e ubicato in via Caduti del Lavoro, formalmente intestati ad una società operante nel settore dell’edilizia; un’abitazione sita in Augusta, contrada Costa Saracena, (Siracusa), all’interno di un villaggio turistico, intestata alla moglie di Comis.

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