Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Sequestrati 100mila litri di carburante venduto irregolarmente

In 5 casi, il carburante sottoposto a controllo e successivo sequestro è stato ottenuto miscelando olii di bassa qualità. Una volta messo in commercio nei distributori stradali, avrebbe potuto arrecare gravi danni alle autovetture

I finanzieri del comando provinciale di Catania hanno eseguito una vasta operazione contro le frodi nel settore petrolifero in tutta la provincia etnea, che ha consentito il sequestro di oltre 100 mila litri di carburante, di due depositi clandestini, di 5 autocisterne, di un autocarro e la denuncia di 18 persone all’autorità giudiziaria. I controlli - svolti dal nucleo di polizia economico finanziaria nei mesi tra febbraio e aprile di quest’anno, con il supporto della Direzione regionale per la Sicilia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, grazie anche ad un laboratorio chimico mobile, hanno riguardato l’intera filiera del trasporto, deposito e commercializzazione dei prodotti petroliferi. Le attività di verifica delle autocisterne e della relativa documentazione di accompagnamento hanno consentito di riscontare, in diverse circostanze, che il carburante agricolo - a cui si applica una tassazione agevolata - era in realtà destinato ai normali usi di autotrazione di tir e mezzi commerciali.

Le immagini del sequestro - Video

Gli interventi hanno anche permesso di individuare a Catania e a Giarre due vaste aree destinate a depositi clandestini di carburante, nel cui complesso sono state sequestrate anche quattro cisterne e due serbatoi metallici, con gruppo erogatore e apparato conta litri. In 5 casi, il carburante sottoposto a controllo e successivo sequestro è stato ottenuto miscelando olii di bassa qualità e che pertanto, una volta messo in commercio nei distributori stradali e destinato al rifornimento, avrebbe potuto arrecare gravi danni alle autovetture. Sono stati svolti, infine, sedici controlli nei confronti dei distributori stradali volti ad accertare il rispetto della normativa sulla disciplina dei prezzi - che impone a ogni singolo operatore, per finalità di tutela del consumatore, la comunicazione dei prezzi del carburante al Ministero dello sviluppo economico - constatando che in 5 casi non sono state applicate le procedure.

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