Sequestri a rappresentanti Tecnis, Cisl: "Urge un incontro per fare chiarezza"

Dopo l'operazione della Dia che di Salerno che ha portato al sequestro di somme e quote di partecipazione ad amministratori e rappresentanti della Tecnis il sindacato etneo teme il blocco del piano di rilancio

"Fare subito chiarezza sugli effetti dell’operazione della Dia di Salerno che ha sequestrato somme e quote di partecipazione ad amministratori e rappresentanti della Tecnis. Confidiamo nell’azione della magistratura e riteniamo urgente un confronto con le parti competenti per dare certezze e risposte ai lavoratori".

È quanto affermano Franco Turri, segretario generale della Filca Cisl nazionale, Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl di Catania, e Nunzio Turrisi segretario generale della Filca Cisl etnea, dopo aver appreso dell’operazione "Porta Ovest", coordinata dalla Procura di Salerno, che sta interessando l’azienda catanese di costruzioni e una società subappaltatrice.

Realizzazione di opere pubbliche a Salerno, sequestri della Dia anche a Catania

"Non sarà un bel Natale per i lavoratori della Tecnis – aggiungono – e siamo fortemente preoccupati di quanto sta succedendo, perché temiamo si blocchi il percorso che doveva portare a presentare il piano di rilancio o di messa sul mercato dell’azienda, come prevede la “legge Marzano”, come più volte discusso al ministero dello Sviluppo economico, e ribadito nell’ultimo incontro del 23 novembre".

"Ci preoccupa in particolare il destino che potranno avere quelle opere già in cantiere - spiegano Turri, Attanasio e Turrisi - il cui blocco potrebbe pregiudicarne il completamento e, quindi, avere ulteriori ricadute sui livelli occupazionali di un’azienda già pesantemente provata, i cui lavoratori attendono ancora spettanze arretrate".

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"Nell’attesa dell’azione degli organi inquirenti - concludono - ci attiveremo per incontrare le istituzioni competenti e gli amministratori straordinari e giudiziari, al fine di avere un quadro più chiaro di quanto sta avvenendo e, soprattutto, certezza di interlocuzione, perché temiamo che la vicenda possa arrecare un danno irreparabile al sistema infrastrutturale e dare un colpo mortale al tessuto socioeconomico dei territori coinvolti".

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