Inchiesta Serit, il segretario Pagliaro e i rapporti con i Rizzo

I fatti contestati al segretario della Camera di Commercio di Catania si riferiscono ad alcune richieste di Sergio Rizzo. Il giudice: "Esiste collegamento accertato tra i due”

Gli atti dell'inchiesta “Gancio” lambiscono anche i vertici della Camera di Commercio di Catania: tra gli indagati figura infatti Alfio Pagliaro, conservatore e segretario generale dell'ente che gestisce il registro delle imprese. Anche se secondo i giudici esiste un collegamento “sicuramente accertato tra i due”, non emerge “cosi come per le altre vicende l'esistenza di un canale preferenziale né tanto meno collaudato”.

Le ipotesi di reato

L'ipotesi di reato, secondo gli inquirenti, riguarderebbe una serie di accessi abusivi al sistema informatico dell'ente camerale disposti da Pagliaro, si legge nell'ordinanza, “in qualità di Conservatore della Camera di commercio e pertanto di pubblico ufficiale, su istigazione – si legge nell'ordinanza – e induzione e quindi con concorso morale di Sergio Rizzo, beneficiario delle condotte”, tutto ciò al fine di “reperire visure camerali ordinarie ed effettuare una cancellazione dal registro delle imprese per uno o dei vari clienti dello studio Rizzo”.

Gli avvocati Rizzo e i favori per i clienti del loro studio

I fatti contestati, secondo quanto indicato dal giudice per le indagini preliminari nell'ordinanza, sono riferiti a episodi intercorsi tra maggio e giugno del 2017 così come emerge dalle intercettazioni: in particolare in una conversazione tra i due “risulta che il Rizzo in occasione della comunicazione del positivo esito di un ricorso tributario riguardante Ia moglie del funzionario, approfittava per chiedere sollecitamente l'invio di visure camerali”.

Le intercettazioni

“Nella conversazione dell'8 maggio 2017 - scrive il giudice - Alfio Pagliaro aveva chiesto a Sergio Rizzo di fargli pervenire le richieste e rassicurava la pronta evasione per quelle inevase. (Rizzo: nel frattempo ti mando due richieste che sono rimaste inevase – nonostante te l'abbia detto prima – Pagliaro: ‘Se tu hai urgenza gioia... domani mattina facemu tutto, no, per questo dico... Per quelle inevase me le mandi, domani te le faccio evadere”.

La successiva attività investigativa e di acquisizione documentale hanno consentito di accertare che il 9 e il 13 giugno 2017 sono state inviate due email all'indirizzo di posta elettronica di Sergio Rizzo, una dalla segreteria della Camera di commercio e l'altra da un funzionario direttivo, con le quali si trasmettevano delle visura camerali, indicando che la trasmissione era stata disposta da Alfio Pagliaro.

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Su questi elementi il giudice specifica nell'ordinanza “che da un lato non risulta verificato se, oltre che con richieste alIo sportello, vi siano altre modalità per potere effettuare richieste di visure alla Camera di commercio. E ancora, e consequenzialmente, se a fronte della espressione del Rizzo (ti mando due richieste) e della attesa da parte del Pagliaro (per quelle inevase me le mandi), risultino acquisite le due richieste cui faceva riferimento Rizzo; dall’altro che una ‘evasione’ delle richieste da parte del Pagliaro dopo oltre un mese non appare significativa — cosi come per le altre vicende — dell'esistenza di un canale preferenziale né tanto meno collaudato”.

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