Sicurezza nelle scuole, parla il dirigente scolastico di “Dusmet-Doria” e “Mario Rapisardi”

I dirigenti scolastici hanno le mani legate perché a loro la legge attribuisce sì la responsabilità della sicurezza, ma non i poteri e le risorse per risolvere i problemi. Pertanto non possono fare altro che segnalare i problemi agli enti proprietari degli immobili. E una volta segnalati, cosa succede? Lo abbiamo chiesto a Vincenzo Costanzo, dirigente scolastico di due Istituti storici di Catania

(da sin.) La responsabile del plesso “Concordia” Samuela Creta, il dirigente Vincenzo Costanzo, la responsabile scuola media Chiara Sigona

I dirigenti scolastici hanno le mani legate perché a loro la legge attribuisce sì la responsabilità della sicurezza nelle scuole, ma non i poteri e le risorse per risolvere i problemi. Pertanto non possono fare altro che segnalare i problemi agli enti proprietari degli immobili. E una volta segnalati, cosa succede? Le tempistiche si allungano e la risoluzione della manutenzione delle strutture richiesta non arriva. Al centro di Catania, come nelle periferie. Come cambia la situazione in tema di edilizia e sicurezza scolastica, da quartiere in quartiere, lo abbiamo chiesto al professore Vincenzo Costanzo, dirigente scolastico di due Istituti storici di Catania. Per certi aspetti strutture “emblema” di due realtà agli “antipodi” della città: il Comprensivo “Dusmet-Doria” dei rioni “periferici” ad alto rischio “dispersione” di Librino e San Cristoforo, e il Circolo didattico “Rapisardi” che costeggia viale Vittorio Veneto nel “salotto buono” di Catania.

“In riferimento ai 'bacini di utenza' scolastica delle due realtà cittadine dei quartieri di Librino e San Cristoforo da un lato - spiega il dirigente -, e del quartiere Borgo-Sanzio dall’altro, parliamo di contesti sociali del tutto diversi. Problematiche particolari in un contesto come il rione Borgo-Sanzio, non ne vedo, diciamo anzi che riscontro maggiore attenzione da parte delle famiglie, parlando del circolo didattico 'Rapisardi', nel percorso educativo scolastico degli alunni. Famiglie che partecipano alla vita educativa scolastica - alle volte forse anche 'eccessivamente' - ma è del tutto normale che ciò avvenga”. “Viceversa - continua il professore Costanzo -, nei quartieri periferici, spesso le famiglie sono del tutto assenti, anche quando vengono portate avanti delle attività collegiali, come avviene ad inizio anno scolastico, dove illustriamo il percorso didattico-educativo che prenderà il via per gli alunni. Ma anche quando vengono chiamati individualmente, si nota un disinteresse spesso totale negli adulti verso i propri figli, soprattutto nella fascia di scuola della Secondaria di primo grado. Nella scuola dell’Infanzia e Primaria, invece, esiste un minimo di interesse, anche perché i bambini sono un po’ più piccoli. Alle medie, tendono ad essere un po’ lasciati a loro stessi, tranne rari casi eccezionali. Insomma parliamo di due realtà cittadine socio-culturali e socio-economiche molto diverse”.

In tema di sicurezza ed interventi di edilizia scolastica, qual è la situazione nelle strutture da lei dirette?

“Direi che parliamo sempre di due situazioni un po’ diverse. Il circolo didattico 'Mario Rapisardi' di via Aosta, è ubicato in una struttura un po’ datata, realizzata intorno al 1930, quindi con limiti derivanti dalla 'vetustà' dell’edificio, che risponde ad una normativa legata a quel tempo. Invece le strutture e i plessi delle periferie, di converso, sono comunque scuole più recenti, più o meno degli anni ’70, che quindi fanno riferimento ad una normativa a suo tempo più aggiornata in termini di sicurezza. In definitiva, quindi, queste ultime strutture risulterebbero un po’ più sicure”. “Anche se - illustra in dettaglio Costanzo -, le certificazioni legate alla sicurezza, dico che spesso mancano”.

Quali le principali criticità riscontrate e come può intervenire il Dirigente?

“Il dirigente scolastico, in questo tipo di materia, ha comunque l’obbligo di richiedere all’Ente proprietario della scuola - che è il Comune - tutte le certificazioni necessarie sulla sicurezza. Spesso il comune di Catania, da questo punto di vista, non risponde. Perché anche loro hanno difficoltà a reperire queste certificazioni. Noi per quanto ci compete, non possiamo fare altro. Fra le criticità che rilevo in particolare, devo dire che la 'Mario Rapisardi' ha qualche problema in più dal punto di vista della sicurezza”.

In caso di evento sismico o incendio nei plessi da lei guidati?

“Il Circolo didattico di via Aosta, ha pochi spazi disponibili in caso di evacuazione. Proprio perché è la struttura stessa a disporre di spazi limitati e ristretti. Ed è difficile creare alternative valide in questo senso. Mentre, devo dire che un po’ i plessi della periferia catanese, quindi della Dusmet di Librino ma anche quello di via Case Sante - succursale in zona Cappuccini -, trattandosi di edifici scolastici più nuovi, si prestano maggiormente ed è più facile introdurre un percorso di evacuazione più sicuro, da questo punto di vista”.

Quali gli interventi di manutenzione necessari che si attendono e quali quelli realizzati?

“Su questi aspetti, posso comunque dire che uno dei problemi più rilevanti è rappresentato dal discorso della manutenzione, che lascia a desiderare in tutti gli edifici: anche qui, i tempi di risoluzione delle richieste inoltrate, sono troppo lunghi. Se non addirittura, rimangono irrisolti per mesi, o per anni”.

In generale, in tema di sicurezza nell'edilizia, chiariamo la posizione del dirigente scolastico. Quali sono i doveri e le responsabilità del preside in tema di sicurezza nelle scuole? Sono stati stanziati finanziamenti?

“Per quanto concerne la posizione del dirigente scolastico, spieghiamo in linea generale, sui temi trattati della sicurezza, che esistono due assessorati comunali che afferiscono a due rami: quello alle Politiche scolastiche e quello alle Manutenzioni. Noi possiamo solo inoltrare le richieste di intervento”.

A prescindere dai colori politici delle amministrazioni comunali che si sono alternate negli anni al governo della città, ha notato differenti sensibilità su sicurezza e manutenzione scolastiche?

“Nella sensibilità ed interessamenti fra i vari assessori che si sono alternati nella gestione delle deleghe in materia scolastica, alcuni si sono dimostrati più attenti e vicini alla scuola; solo che poi si sono scontrati con una crisi in materia economica da parte del Comune, che ha un po’ bloccato le buone intenzioni da parte dei vari assessori. A livello di sensibilità personale, ricordo con piacere la figura di Sebastiano Arcidiacono, con delega alle Politiche scolastiche in anni recenti”.

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“Devo aggiungere, che, nei miei anni di servizio - ossia da 11 anni alla guida della Dusmet, poi fra il 2012/13 abbiamo assorbito la “Doria”, accorpando in totale quattro plessi, fra cui quello forse più complesso da un punto di vista “sociale” di via della Concordia a San Cristoforo; infine sono in “reggenza” dallo scorso novembre alla “Rapisardi”; con una massa di alunni di 1.100 unità per “Dusmet-Doria”, e circa 800 alla "Rapisardi" - ho potuto sempre contare sulla collaborazione di un gruppo valido di docenti, che ha creato uno 'zoccolo duro' importante, al fine di garantire una certa qualità di gestione scolastica, che, altrimenti, sarebbe risultata più complicata”, conclude il dirigente Costanzo.

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