L'ex presidente della Sidra risponde alle accuse di Pogliese

Antonio Vitale ha scritto una lunga nota in cui ribatte alle pesanti affermazioni del primo cittadino

L'ormai ex presidente della Sidra, Antonio Vitale, ha scritto una lunga nota in cui ribatte alle pesanti affermazioni del primo cittadino, che pubblichiamo integralmente

"A fronte delle inesistenti censure ex post avanzate nei nostri confronti dal Socio in sede di Assemblea ordinaria (seduta del 14 ottobre 2019) ma soprattutto in ragione delle dichiarazioni, rese a mezzo stampa, dal signor Sindaco del Comune di Catania, non possiamo che intervenire pubblicamente al fine di contestarle in toto in quanto per nulla rispondenti alla realtà dei fatti e del tutto contraddette dalla corposa documentazione esistente.

Il giorno 12 ottobre (quindi due giorni prima dell’Assemblea), come concordato con lo stesso Sindaco alla presenza dell’assessore Bonaccorsi e di altro esponente politico, abbiamo inviato allo stesso assessore e, per il suo tramite, al Signor Sindaco dettagliata e documentata relazione sulle attività svolte dal CdA di Sidra nei dodici mesi dal suo insediamento. Nel corpo della citata Relazione, oltre ad indicare tutti gli sviluppi ed i risultati che Sidra ha conseguito, si fa espresso riferimento proprio agli interventi adottati sia in occasione delle difficoltà di distribuzione di luglio scorso sia alle modalità, anche comunicative, con cui si è proceduto nella doverosa letture dei contatori e nella conseguente fatturazione dei conguagli di quasi due anni di consumi. In armonia con le disposizioni di cui al Codice degli appalti, considerate le gravi “criticità” riscontrate autonomamente (in quanto mai prima segnalate dai vari servizi) questa Amministrazione sia in tema di elettropompe sia in quello di funzionalità e sicurezza degli impianti di trasporto verticale (ascensori e montacarichi) ha adottato proprio quei procedimenti in somma urgenza , per l’acquisto di elettropompe e per la messa in sicurezza degli impianti, che, invece, il Socio ci “contesta” come inottemperanza, senza aver verificato che si era proceduto esattamente in quel modo. Le ingiuste, infondate e pretestuose critiche, avanzate dal Socio in maniera quanto meno “fantasiosa” discendono non solo dal tentativo di alterare i fatti e non considerare i documenti esistenti per giustificare ex post una  decisione solo “politica” da tempo pensata ma solo oggi manifestata ma soprattutto dal non aver mai fatto una verifica sugli atti e di non aver mai letto la Relazione da noi redatta e che, come concordato, avevamo provveduto ad inviare prima dell’Assemblea. Addirittura, nonostante detta relazione risultasse regolarmente protocollata in Sidra ed altresì portata e depositata in sede di Assemblea, il Socio si è rifiutato di ascoltarla o leggerla, per poi rilasciare a verbale improbabili censure e critiche categoricamente smentite proprio dalla Relazione e dai documenti ivi citati. Ora, a parte l’assoluta insussistenza dei rilievi avanzati dal Socio, colpisce ed offende il modo con il quale si vuole, con dichiarazioni anche offensive rese a mezzo stampa, giustificare un mero “atto di ritorsione politica” con una motivazione che tenderebbe a far valere “ragioni gestionali”.

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Cercare di screditare una persona, riportando fatti e circostanze non veritiere, per il solo gusto di provare a calpestarne la sua dignità e la sua riconosciuta professionalità, è già comportamento assai grave. Se poi si procede con pubbliche esternazioni gravemente lesive delle altrui sfera personale, la questione assume un particolare rilievo non certo lecito, oltre a quello, altrettanto illegittimo, di cercare impropriamente di distorcere la verità e di non consentire un corretto convincimento dell’opinione pubblica. Anche alla luce dei principi dettati dal nostro Ordinamento in materia di “sfera personale” costituzionalmente garantita – oltre che, naturalmente, sul piano strettamente umano - riteniamo assolutamente non consono ed inappropriato ad una società civile in uno Stato di diritto – anche il solo tentativo di comunque offendere, denigrare, screditare, persone e comportamenti, professionali che, peraltro, oltre che assolutamente legittimi e corretti, risultano oggettivamente documentati ed in linea con i doveri propri della funzione svolta. Non riteniamo, quindi, per nulla necessario utilizzare certe metodiche per pervenire al “risultato” di sostituire un Amministratore di una Società. Sarebbe stata sufficiente una “metodica” più appropriata e più rispettosa dei diritti fondamentali per pervenire alla finalità che si intendeva perseguire".

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