Raid Usa anti-Isis in Libia, il ruolo della base militare di Sigonella

Mentre già Mosca e Tobruk si dicono contrarie ai bombardamenti degli Stati Uniti, Roma valuta l'uso di Sigonella. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti alla Camera sull'intervento dell'Italia ha dichiarato: "Un'operazione fondamentale anche per la sicurezza dell'Europa"

Sigonella in questi giorni è al centro delle polemiche dopo il recente via libera a 30 giorni di bombardamenti anti-Isis sulla città di Sirte, in Libia, da parte del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, con l'avallo dell'Onu. Mentre già Mosca e Tobruk si dicono contrarie ai bombardamenti degli Stati Uniti, Roma valuta l'uso di Sigonella. Oggi, il ministro della Difesa Roberta Pinotti alla Camera ha dichiarato che l'Italia è pronta a 'considerare positivamente' l'eventuale utilizzo delle basi italiane e il sorvolo per le operazioni aeree degli alleati impegnati nel conflitto in Libia su richiesta del governo di accordo nazionale libico (LEGGI QUI)

Per capire meglio il ruolo di Sigonella, abbiamo interpellato l'Ufficio stampa della Marina USA della sesta flotta a Napoli che ha dichiarato: “The U.S. military, under U.S. Africa Command, will provide support to GNA-aligned forces, to include key information about the fight in Sirte, and manned and unmanned airstrikes against ISIL-Libya targets inside Sirte. We have a range of capabilities at various locations in the region that will allow us to carry out these airstrikes. Operational security precludes me from providing further details, but I can tell you that the operations were conducted with proper notification and coordination of our partner nations”. ( Traduzione“I militari degli Stati Uniti 'nell' Africa Command', forniranno supporto alle forze del Governo di unità nazionale libico, che includeranno informazioni di intelligence – dicono i militari americani - sulla lotta a Sirte, e attacchi aerei con e senza pilota contro gli obiettivi dell'ISIL-Libia all'interno di Sirte. Abbiamo una vasta gamma di funzionalità, in varie zone della regione che ci permetterà di effettuare questi attacchi aerei. Per ragioni di sicurezza – precisano poi - non possiamo fornire ulteriori dettagli, ma possiamo dirvi che le operazioni sono state condotte con il giusto protocollo e il coordinamento delle nostre nazioni partner”).

Gli americani quindi non smentiscono ne' confermano l'utilizzo di Sigonella, sede del 41esimo stormo antisommergibili dell'Aeronautica militare e della Naval Air Station Sigonella della Us Navy, utilizzata come snodo strategico della Nato per operazioni nel Mediterraneo. Confermano, però, il fatto che per questi bombardamenti saranno utilizzati aerei con e senza pilota.

Oltre agli Atlantic dell'aviazione italiana, la base ospita già da tempo droni da ricognizione "Global Hawk" e da combattimento "MQ-9 Reaper" americani, aerei a pilotaggio remoto come quelli di queste immagini, dotati, tra l'altro, di strumenti d'osservazione ad altissima precisione, in grado di vedere dettagli piccolissimi da grandi altezze, anche attraverso le nuvole.

Anche se, al momento, i droni americani da combattimento di stanza a Sigonella hanno ancora i motori spenti ma sono armati e pronti al decollo, in attesa del via libera definitivo alle missioni di bombardamento su Sirte, quelli da ricognizione, insieme agli aerei spia U-2 stanno sorvolando da tempo la Libia per la raccolta di informazioni e attività di intelligence, individuazione di basi e monitoraggio di obiettivi sensibili.

Per quanto riguarda l'attività dei droni da ricognizione non è necessaria alcuna comunicazione Usa alle autorità italiane, a differenza dell'impiego dei Reaper o di altri tipi di aerei per missioni di bombardamento.

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Nel 2011 da Sigonella sono partiti gli aerei diretti in Libia durante l'operazione "Unifield protector" contro il regime del colonnello Gheddafi.

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