Sigonella, protesta dei lavoratori licenziati, nessuna ricollocazione

Proteste, sit in e cortei per i lavoratori italiani di Sigonella licenziati. Una battaglia che ormai va avanti dall'ottobre 2010 e il sostegno di Berretta

A Sigonella, sono stati licenziati 27 lavoratori. “Nonostante le promesse, il Governo è ancora una volta inadempiente e a farne le spese sono i lavoratori civili italiani licenziati dalle basi Nato presenti su tutto il territorio italiano. Il caso più grave è sicuramente quello dei dipendenti della base militare di Sigonella, 62 lavoratori che, licenziati dall’amministrazione americana, ormai non ricevono più nemmeno l’assegno ordinario di disoccupazione e non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione sulle procedure di ricollocazione all’interno di amministrazioni statali”. Ad intervenire ancora una volta a sostegno dei lavoratori delle basi Nato, in particolare quelli della base militare della Marina statunitense di Sigonella, è il parlamentare catanese del Partito Democratico, Giuseppe Berretta, che ieri ha presentato una interpellanza al presidente del Consiglio Berlusconi e ai ministri della Pubblica amministrazione, del Lavoro e dell’Economia.

Si tratta dell’ennesimo intervento del parlamentare democratico che, da ultimo, era intervenuto ad ottobre scorso per sollecitare l’applicazione della legge n. 98 del 1971 nei confronti del personale italiano delle basi Nato, una legge che prevede l’assunzione negli uffici periferici dello Stato di personale eventualmente licenziato da organismi militari esteri. Nell’interpellanza parlamentare sottoscritta martedì e rivolta ai ministri Brunetta, Sacconi e Tremonti, Berretta torna a denunciare la gravità della vertenza che ha coinvolto centinaia di lavoratori licenziati in quanto “personale non più necessario come supporto alle attività di comando”. “Il caso più grave riguarda la base militare della Marina statunitense situata a Sigonella, in provincia di Catania, in cui dallo scorso 15 ottobre sono 62 gli addetti interessati al ridimensionamento del personale – scrive Berretta – Il personale licenziato, essendo trascorsi oltre sei mesi, non riceve più l’assegno ordinario di disoccupazione”.

“Con il decreto Milleproroghe 2011 era stata prevista per questi lavoratori l’applicazione dei benefici della legge n. 98 del 1971, garantendo quindi la ricollocazione a tempo indeterminato, nel loro territorio, nell’ambito dell’amministrazione pubblica, a coloro che avessero presentato domanda di assunzione entro 60 giorni dal licenziamento”. “Proprio il Milleproroghe prevede che il Dipartimento della Funzione pubblica provveda all’inquadramento entro 120 giorni dalla data di ricezione della domanda, ma a nessuno dei lavoratori civili italiani è stata comunicata la notizia dell’assunzione”.Non capiamo i motivi di questi nuovi ritardi da parte del ministero – aggiunge l’esponente del Pd – Suonano come una beffa nei confronti di lavoratori già pesantemente danneggiati da scelte discutibili, come lo è stato il loro licenziamento da parte dell’amministrazione militare Usa. Per questo ho chiesto che si faccia immediatamente chiarezza sui tempi con cui gli addetti alle basi Nato verranno assunti a tempo indeterminato, in quali amministrazioni statali verranno riassorbiti i lavoratori di Sigonella e se le risorse finanziarie previste siano sufficienti a provvedere all’assunzione di quanti hanno fatto richiesta di inquadramento”.

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