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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Sindacati: "Il Teatro Stabile di tutto ha bisogno tranne che di guerre verbali tra politici"

"Ci aspettiamo, invece, che l'assemblea dei soci affidi già nei prossimi giorni questa istituzione culturale di Catania e della Sicilia a un Consiglio d'amministrazione finalmente disponibile al dialogo". Lo affermano la segretaria della Uil di Catania, Enza Meli, e il segretario aggiunto della Uilcom etnea, Salvo Orlando

"Il Teatro Stabile di tutto ha bisogno tranne che di guerre verbali tra politici. Ci aspettiamo, invece, che l'assemblea dei soci affidi già nei prossimi giorni questa istituzione culturale di Catania e della Sicilia a un Consiglio d'amministrazione finalmente disponibile al dialogo e alla valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori, risorsa primaria dell'ente". Lo affermano la segretaria della Uil di Catania, Enza Meli, e il segretario aggiunto della Uilcom etnea, Salvo Orlando.

"E' tempo - aggiungono - di un nuovo corso allo Stabile, confidiamo nella celerità e nell'oculatezza di scelta degli enti-soci. Chiediamo, poi, che il Consiglio d'Amministrazione decida con altrettanta celerità e oculatezza sulla direzione artistica". "Tre anni fa - sottolineano Meli e Orlando - indirizzammo all'attuale responsabile di quell'incarico un grande in bocca al lupo offrendole piena disponibilità al confronto senza pregiudizi ma con il solo interesse alla tutela dei lavoratori e del Teatro. Quel confronto non c'è stato. Adesso, come abbiamo fatto in passato, valuteremo al di là e al di sopra di ogni logica di parte quello che verrà nella certezza che una svolta è necessaria. Le critiche, le proposte di Uil e Uilcom assieme a quelle di altre organizzazioni sindacali sono rimaste inascoltate".

"Ancora oggi restano aperte questioni che abbiamo ribadito, per ultimo, nei mesi scorsi", osservano Enza Meli e Salvo Orlando che affidano "all'assemblea dei soci una speranza". "Lo Stabile ha svolto e dovrà continuare a svolgere - chiosano - una missione culturale che affonda le proprie radici nelle grandi, vitali, tradizioni questa terra. Testi, produzioni e artisti etnei devono tornare a essere centrali cosi' come le lavoratrici e i lavoratori dello Stabile ai cui sacrifici, lo ripetiamo anche adesso, si deve il superamento degli anni più bui".

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