Cronaca

Snam Rete Gas: chiude la sede di Bronte

La Snam Rete Gas, azienda del gruppo Eni, ha deciso di chiudere il distaccamento di Bronte, avviando l'ennesima riorganizzazione che smantellerà la Snam dal territorio catanese

Dal primo luglio è prevista una riorganizzazione all’interno della Snam Rete Gas, azienda del gruppo Eni che gestisce in condizione di monopolio i metanodotti in Sicilia e soprattutto a Catania. Il gruppo ha infatti deciso di chiudere il distaccamento di Bronte, avviando nei fatti l’ennesima riorganizzazione che smantellerà la Snam dal territorio catanese.

“Una scelta confusa ed azzardata – afferma Giuseppe D’Aquila, segretario generale della FILCTEM CGIL catanese - che rischia di compromettere negativamente il futuro dei lavoratori della Snam Rete Gas. Una scelta grave che inciderà negativamente sull’occupazione, sull’organizzazione dei lavoratori interessati alla mobilità geografica, sulla sicurezza dei lavoratori e degli impianti e che inciderà, inevitabilmente, sul futuro di questo grande gruppo industriale del Gas che sembra negli ultimi anni abbia deciso di disinvestire sul nostro territorio”.

La Snam è una realtà che nonostante la crisi internazionale continua a distribuire utili da capogiro fra i propri azionisti ma, secondo il sindacato, negli ultimi anni ha contratto la propria capacità operativa attraverso numerose riorganizzazioni che hanno mirato alla riduzione dei presidi operativi nei processi industriali, con la diminuzione di posizioni di lavoro e l'aumento delle attività conferite in appalto. Sembra che la Snam abbia perso la propria vocazione industriale e si stia trasformando gradualmente in una società finanziaria.

L’intenzione dichiarata dall’azienda è quella di far scomparire il centro operativo di Catania e trasferire tutte le attività verso Ragusa. Scelta considerata strana dalla FILCTEM CGIL considerando che i metanodotti si snodano tutti o quasi nel bacino che va fra Fiumefreddo e Lentini.

Strana perché determinerebbe, inevitabilmente, disagio per i lavoratoriaggiunge D’Aquilaminor presenza di personale Snam sul nostro territorio, diminuzione degli standard ottimali, depotenziamento di professionalità, minor sicurezza per i lavoratori sottoposti a più pesanti condizioni di stress con un inevitabile abbassamento dei livelli di sicurezza degli stessi impianti. Ed è ancor più strano che una azienda come la Snam, che dovrebbe fare delle relazioni industriali e sindacali il proprio punto di forza, affronta tale riorganizzazione rifiutando il confronto con le organizzazioni sindacali che da oltre un anno chiedono un incontro al fine di trovare eventuali soluzioni condivise. Una scelta incomprensibile ed arrogante che non accetteremo a mani basse. Vorremmo privilegiare il confronto con una azienda come la Snam che dovrebbe in modo serio rappresentare uno dei motori di sviluppo e di occupazione più importanti nel nostro territorioconclude D’Aquilama di fronte a tali incomprensibili atteggiamenti reagiremo pesantemente al fine di tutelare i lavoratori coinvolti da una riorganizzazione senza senso che mira allo smantellamento e non all’efficienza”.

 

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