Somministrazione di bevande alcoliche a minori, controlli della polizia nei pub

Un controllo è stato eseguito in piazza Teatro Massimo, dove il titolare di un locale è stato indagato per aver somministrato, in luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcoliche a minori

Nei giorni scorsi, personale del commissariato Borgo-Ognina ha effettuato controlli straordinari per prevenire e reprimere il fenomeno della somministrazione di bevande alcoliche ai minori. L’attività di contrasto ha riguardato i titolari di esercizi commerciali quali pub e di somministrazione alcolici. Tra gli altri, un controllo è stato eseguito in piazza Teatro Massimo, dove il titolare di un locale è stato indagato in stato di libertà, ai sensi dell’art. 689 del Codice penale che punisce con l’arresto sino a un anno la condotta di chi somministra, in luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcoliche a minori o a infermi di mente.

La normativa di settore distingue tra la somministrazione al minore di anni 16, ritenuta più grave, e quella ai minori compresi nella fascia di età 16/18 anni. I poliziotti hanno accertato la fattispecie più grave del reato: l’indagato, infatti, aveva venduto a 3 ragazzine di 15 anni dei misti vodka e Redbull. Le ragazze hanno anche affermato di avere pagato ogni bevanda euro 2,50 e di non aver ricevuto lo scontrino fiscale. La titolare dell’esercizio commerciale si è giustificata affermando che, vista la confusione, aveva dimenticato di chiedere alle minori l’età. I poliziotti hanno convocato immediatamente i genitori delle ragazzine: a loro, dopo averli informati dell’accaduto, sono state affidate. Inoltre, sono state rilevate criticità sulla sicurezza sui luoghi di lavoro, con riferimento alla scarsa manutenzione all’interno del pub. Per quanto di competenza, e a i fini delle ulteriori ed eventuali sanzioni, sono stati informati i competenti organi della Guardia di Finanza, dell’Asp Spresal e dell’Ufficio delle Entrate.

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