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Sovraffolate e non riscaldate, report sulle carceri di Bicocca e Piazza Lanza

Alcuni problemi sono 'storici', altri invece sono sorti soltanto di recente e dipendono - sostanzialmente - dal sovraffollamento: ecco la situazione delle case circondariali di piazza Lanza e di Bicocca, così come emerge dal lavoro effettuato dall'associazione Antigone

Alcuni problemi sono 'storici', altri invece sono sorti soltanto di recente e dipendono - sostanzialmente - dal sovraffollamento che colpisce quasi tutte le strutture del territorio italiano: la situazione delle case circondariali di piazza Lanza e di Bicocca, così come emerge dal lavoro effettuato dall'associazione Antigone, riporta ad una fotografia dai toni chiaroscuri. Un ritratto del sistema carceriario etneo intaccato da inefficienze e da problemi che, nei fatti, rendono la vita dei carcerati più difficile di quella prevista dalle sanzioni comminate dal sistema giudiziario. Soprattutto quando ad essere intaccati sono i diritti umani fondamentali e la dignità degli individui. Non mancano tuttavia le note positive, soprattutto nella struttura di piazza Lanza, all'interno della quale si sperimentano regimi detentivi 'aperti' in cui i detenuti possono spendere tempo insieme e socializzare. 

Il carcere di piazza Lanza

Come spiega a CataniaToday Alice Franchina, osservatrice dell'Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone - che da anni si occupa di monitorare la situazione delle carceri e di difendere i diritti dei detenuti - le criticità principali della struttura di piazza Lanza riguardano la carenza di organico, "sia tra polizia che tra personale, come ad esempio gli educatori, che sono pochissimi", ed il "sistema di riscaldamento". All'interno dell'edificio cittadino non ci sono solo difetti e, come chiarisce Franchina, "alcune celle sono a regime aperto, cioè i detenuti possono stare diverse ore in giro per la sezione o nelle sale di socialità e meno ore chiusi in cella e questo, anche a detta degli operatori, ha ridotto la rissosità dei detenuti e contribuisce a un clima più sereno". 

Le celle e la popolazione

Dalla lettura delle schede preparate dall'associazione e pubblicate l'anno scorso, si apprene che "le celle sono in generali buone condizioni in tutti i reparti, poiché sono state ristrutturate recentemente. In tutte il bagno è in ambiente separato con doccia. Nei bagni del reparto femminile è presente anche il bidet. È presente l'acqua calda solo per le docce. Le celle sono di dimensioni diverse a seconda delle sezioni. In tutte è rispettato il parametro dei 3 mq per detenuto". "Tuttavia - continua il rapporto - nelle sezioni maschili, vi sono casi di celle con 5 detenuti in circa 18 mq (3,6 mq a testa) o celle con 4 detenuti ma nelle quali un letto a castello inutilizzato riduce lo spazio calpestabile della cella. Le celle non sono riscaldate poiché il sistema di riscaldamento è obsoleto e tale deficienza, a detta della Direzione, non costituisce un vero problema viste le condizioni climatiche locali." "La direzione minimizza una cosa che invece è piuttosto grave - aggiunge Alice - perchè va bene che siamo in Sicilia ma in inverno senza alcun tipo di riscaldamento (in cella per motivi di sicurezza niente stufe elettriche ovviamente) si muore di freddo".

I reparti e le condizioni 

L' edificio di piazza Lanza consta di 6 reparti detentivi: Nicito (isolamento); Etna (originariamente femminile, oggi chiuso in attesa di lavori) Simeto (maschile m.s.), Amenano (maschile m.s.), Troina (maschile m.s.), Terzo Braccio (piano terra attività trattamentali e in parte cantiere, primo piano in attesa consegna lavori, secondo piano femminile). "L'allocazione dei detenuti, a detta della direttrice, avviene su diverse basi - si legge nel lavoro di Antigone - vengono tenute in considerazione principalmente la nazionalità (anche in base alle richieste dei detenuti stessi), la tipologia di reato e la condotta (nel caso dei reparti a regime aperto). Il reparto Troina, che accoglie 27 persone, è dedicato ai detenuti che richiedono condizioni di cura diverse perché con spiccata fragilità emotiva, o difficoltà alla convivenza con gli altri nelle grandi sezioni Simeto e Amenano (circa 150 detenuti ciascuna). Non si configura comunque né come un reparto di osservazione né come un reparto 'protetti'".

Atti di autolesionismo

Gli atti di autolesionismo e scioperi della fame sono riportati nel “Progetto d'Istituto” di quest'anno. "Pur non potendo disporre in sede di visita di precisi dati in merito - è possibile leggere sulla scheda - la casistica degli ultimi anni risulta accresciuta, proporzionalmente, secondo la Direzione, all’aumento del numero di stranieri e di soggetti sottoposti a trattamenti psichiatrici. La natura di tali atti sembrerebbe di lieve portata e dovuta essenzialmente a gesti di protesta legati alla quotidianità carceraria".

Bicocca

Secondo l'osservatrice i problemi principali di questa casa circondariale riguardano "alcune carenze strutturali (un padiglione effettivamente molto vecchio, con docce in comune piene di umidità etc),  il problema dei collegamenti: i detenuti che potrebbero lavorare all'estrno spesso non possono perchè non ci sono i mezzi pubbliciiper raggiungere la città e tornare", e, anche in questo caso "la carenza di personale". "Si tratta di un carcere sovraffollato, sia pur in misura nettamente minore rispetto al passato - spiega la scheda riservata al carcere periferico - Grazie a recenti lavori di ristrutturazione le condizioni strutturali sono migliorate: sono state montate le docce in buona parte delle celle e dei lavori sono in corso per adeguare il più vetusto padiglione destro a quello sinistro. Il reparto Transito è stato rifatto ad agosto del 2016. Alcune carenze, come la mancanza di un impianto di riscaldamento, sono però ancora presenti".

"A causa della sua posizione isolata rispetto al centro urbano - si legge inoltre - i pochi detenuti che hanno accesso teorico al lavoro esterno non possono spingersi oltre il parcheggio dell'istituto stesso, dove svolgono lavoretti come la pulitura delle siepi.  A causa della riduzione del personale, se prima gli agenti svolgevano il proprio lavoro su 4 quadranti orari da 6 ore, adesso lo svolgono su 3 (da 8 ore).Non vi sono regimi detentivi attenuati quali la sorveglianza dinamica". 

Le condizioni generali delle celle

La condizione delle celle, come chiariscono ancora i volontari, "è variabile a seconda delle sezioni". "Nel padiglione Sinistro sono presenti le docce in cella, e in generale le celle sono state ristrutturate recentemente. La doccia è stata aggiunta al bagno pre-esistente, secondo un progetto del provveditorato che risulta poco funzionale. Il piatto doccia è inserito nella parte centrale del vano del bagno, e diventa quindi baricentrico tra il wc e il lavandino. Lo spazio di passaggio che rimane tra il piatto doccia e la parete longitudinale del bagno risulta dunque di circa 50 cm, e rende difficile il movimento non solo a persone robuste, ma anche a persone di stazza normale. I bagni sono comunque provvisti di acqua calda e di finestra per aerazione e illuminazione naturale". "Nel padiglione Destro le condizioni generali della sezione non sono buone - concludono - Le docce comuni sono 4; al momento della visita una non era attiva, e in generale il vano delle docce presentava forte umidità e pavimento discontinuo e rabberciato".

Sanità e cure psichiatriche 

Uno psichiatra "è presente una o due volte a settimana". "I colloqui con i detenuti in osservazione psichiatrica variano a seconda della categoria a cui vengono assegnati dopo un apposito monitoraggio - continua il documento di Antigone - I detenuti considerati ad alto controllo sono visti una volta a settimana, quelli sottoposti a un controllo medio una ogni quindici giorni e quelli considerati a basso controllo una volta ogni uno-due mesi. A detta del personale, dopo la riforma le visite specialistiche sono meno diradate, svolgendosi ogni settimana. E' rimasto il presidio che c'era già, ma con un medico in più. Si è rilevato un aumento delle visite in ospedale". In questa struttura, in fine, non si sono registrati casi di autolesionismo o sucidio. 

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