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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Crack, la droga "sporca" che piace alla criminalità catanese e distrugge i tossicodipendenti

Fino a dieci anni fa il crack era poco diffuso a Catania. Oggi lo si trova con 5, 10 o 20 euro in tutte le piazze di spaccio che vendono cocaina. Perchè è così diffuso? Lo abbiamo chiesto al vice questore aggiunto della polizia e capo della sezione antidroga della squadra mobile di Catania, Paolo Lisi

Fino a dieci anni fa, a Catania il crack era praticamente un illustre sconosciuto. Oggi non è raro trovare per strada, nei luoghi più appartati, bottiglie di plastica bucate, con sopra un pezzo di carta stagnola annerita. Si può acquistare questa polvere bianca cristallizzata spendendo dai 5 euro ai 20 euro a San Cristoforo, in via Capo Passero, via Ustica, viale Grimaldi, viale Moncada, presso la Fossa dei Leoni ed a Picanello. Oppure lo si può preparare in casa, utilizzando le parti più scadenti di cocaina. 

Come ci spiega, nel suo ufficio di via Ventimiglia, Paolo Lisi vice questore aggiunto della polizia e capo della sezione antidroga della squadra mobile di Catania "il crack si trova senza difficoltà in tutte le piazze di spaccio in cui è presente la cocaina, anche se ne sequestriamo sempre partite relativamente piccole. Questo dato è facilmente spiegabile, perchè lo si prepara al bisogno: nessuna organizzazione criminale si approvvigiona di crack in maniera diretta. Viene sempre 'cucinato' con quel che rimane della 'coca' in pietra, permettendo di azzerare gli scarti".

"Il consumo di crack - precisa Lisi - ha un impatto ancora più forte della cocaina, da vari punti di vista. Al consumatore provoca uno 'sballo' forte anche con dosi più piccole, che costano quindi molto poco. I sequestri sono quasi all'ordine del giorno. Mentre una decina di anni fa era raro trovarne durante i nostri controlli. Inoltre, molti soggetti arrestati anche per altri reati ci dicono di esserne consumatori, quasi a voler giustificare gli illeciti commessi per via della necessità di dover reperire continuamente denaro da destinare all'acquisto delle dosi da fumare. In altri casi si verificano liti e maltrattamenti in famiglia, nel momento in cui viene meno la disponibilità di risorse al tossicodipendente. Anche quando fermiamo gli acquirenti, a volte alcuni vanno in escandescenza. Non tanto perchè spaventati dalle possibili conseguenze legali, ma perchè si vedono sequestrata la droga di cui necessitano per non entrare in crisi d'astinenza. Ci sono anche insospettabili tra loro. Gente con un lavoro ed una famiglia, che più o meno riesce a gestire la dipendenza".

"L'acquirente di crack è molto fidelizzato: può recarsi anche più volte al giorno dai pusher, garantendo loro introiti sicuri - conclude Lisi - Altro vantaggio di questa droga, per chi la lavora e la vende, è la facilità di preparazione, non laboratoriale. A differenza di altre sostanze quali il cristal meth, l'mdma, la ketamina, che nella provincia etnea si trovano solo in certi ambienti e sono legate ad un diverso mercato".

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