Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca San Cristoforo / Via Piombai

Operazione "Piombai", a San Cristoforo si spaccia anche con i bimbi in braccio

Alle vedette toccavano soprusi di ogni tipo. Un ragazzo era stato costretto addirittura a “tuffarsi” nel contenitore dell’immondizia ed a farsi avvolgere il volto con del nastro isolante

Una piazza di spaccio nello storico rione San Cristoforo di Catania, che fatturava 10 mila euro al giorno, è stata sgominata dai carabinieri del  comando provinciale che hanno arrestato 25 persone. Militari, coadiuvati da reparti specializzati dell'Arma, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip, su richiesta della locale Procura, che ipotizza, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti. L'indagine, denominata "Piombai" dal nome della strada in cui operavano gli indagati, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia etnea e condotta dal nucleo operativo della compagnia Piazza Dante, ha consentito di disarticolare una rete criminale che gestiva una fiorente piazza di spaccio di cocaina e crack. Lo spaccio, è emerso dalle indagini dei carabinieri, avveniva principalmente nel cortile comune a abitazioni della famiglia del capo piazza, al quale si poteva accedere soltanto da due portoni blindati. Il cortile era costantemente sorvegliato da vedette, e protetto da cani di grossa taglia, oltre che da un avanzato sistema di videosorveglianza attivato per allertare gli spacciatori dall'eventuale arrivo delle forze dell'ordine.

L’operazione "Piombai", eseguita stamani dai carabinieri di Catania,  ha permesso anche di delineare la partecipazione attiva di tre donne all'organizzazione di spaccio. Tra queste figurano la moglie e la cognata del capo piazza, che gestivano i guadagni occultando il denaro incassato ed affiancavano, talvolta sostituendoli, gli uomini della famiglia nel controllo ed organizzazione delle attività. Non curandosi affatto, in alcuni frangenti, della presenza dei figli piccoli. Alcune delle vedette, inoltre, erano state picchiate e costrette a subire derisioni ed umiliazioni di vario genere per mano del capo piazza, che immortalava il tutto con il proprio cellulare e ne postava i video sui social, al fine di avvalorare pubblicamente la loro posizione di subordinazione. Uno di questi era stato costretto addirittura a “tuffarsi” nel contenitore dell’immondizia oppure a farsi avvolgere il volto con del nastro isolante.

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