Cronaca Librino / Viale Moncada, 21

Rifornivano le piazze di spaccio con marijuana importata dalla Puglia: il raid per punire lo "sconfinamento"

Dopo l'attentato le armi furono abbandonate nei pressi dello stabile di viale Moncada 21, luogo in cui furono esplosi i proiettili contro due i due soggetti. Durante le indagini sono stati sequestrati, in sei diversi episodi, ciorca 400 chili di droga

L'operazione della polizia è scattata nel corso della notte portando alla sbarra 9 persone, tutte coinvolte nell'organizzazione dedita al traffico di supefacenti. Tra i destinatari dei provvedimenti restrittivi ci sono anche i responsabile di un duplice tentato omicidio consumato nel quartiere di Librino nel maggio 2019. Con l'operazione di oggi gli inquirenti hanno chiuso il cerchio dando esecuzione all’ordinanza del Gip che dispone le misure cautelari a carico dei pregiudicati, indagati a vario titolo di duplice tentato omicidio, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva e porto illegale di armi da guerra e armi comuni da sparo, ricettazione e detenzione di monete falsificate.

La ricostruzione degli inquirenti - Video

I nomi degli arrestati

Il provvedimento restrittivo è stato emesso sulla base di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catania ed eseguite dalla Squadra Mobile e avviate la sera dell’11 maggio 2019 a seguito del duplice ferimento, avvenuto in viale Moncada nel quartiere Librino, di due soggetti raggiunti alle spalle da colpi d’arma da fuoco, mentre transitavano a bordo di due scooter. Dopo l'attentato le armi furono abbandonate nei pressi dello stabile di viale Moncada 21, luogo in cui furono esplosi i proiettili contro due i due soggetti. I colpi andarono a segno in punti vitali, segno questo dei chiari propositi omicidi. L'abbandono repentino delle armi, poi ritrovate dagli agenti di polizia, è legato proprio all'immediato arrivo delle volanti sul posto. In quella occasione, gli agenti della squadra mobile hanno eseguito, insieme al personale della polizia scientifica, un accurato sopralluogo rinvenendo e sequestrando, oltre ai numerosi bossoli esplosi sul piazzale del sito in cui si era verificato l’evento, nel retro dell’edificio che si trovava in prossimità del luogo dell’agguato, un vero e proprio arsenale così composto: una pistola mitragliatrice PPS-43 cal. 7,62x25; un caricatore curvo per fucile d’assalto Vz 58; una molla per tale caricatore e complessive n. 5 cartucce; una pistola mitragliatrice tipo “Micro Uzi” cal. 9 parabellum; una cartuccia GFL cal. 9 mm. Luger; un caricatore retto avente capacità 32 colpi, contenente n. 6 cartucce GFL cal. 9 mm. Luger; un fucile d’assalto Vz 58 cal. 7,62x39; un caricatore curvo contenente n. 12 cartucce cal. 7,62x39; n. 24 cartucce cal. 7,62x39; una pistola mitragliatrice PPS-43, calibro 7,62x25 mm (Tokarev); n. 8 cartucce, di cui n. 7 calibro .380 AUTO e n. 1 calibro 9x21 mm IMI.

Le indagini

Sulla base di questo ritrovamento, la Squadra Mobile aveva già dato esecuzione, a giugno 2019, al decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Dda di Catania, a carico di Antonino Scordino (del 1965) - padre di Filippo e Giuliano - poichè ritenuto responsabile di detenzione di armi. Lo stesso era stato inoltre arrestato insieme alla moglie  Giuseppina Patrizia Aleo (del 1969) e alla nuora Maria Giorgia Rungo (del 1997). Infatti, durante la fase ispettiva, dentro la borsa della Rungo e all’interno dell’abitazione dei coniugi Scordino-Aleo, oltre ad un paio di manette di sicurezza e ad una carabina ad aria compressa, sono stati rinvenuti e sequestrati: una pistola mitragliatore completa di caricatore; una pistola semiautomatica Beretta modello 92 SB completa di caricatore con matricola abrasa; n. 14 cartucce cal. 9 mm. Luger; n. 14 cartucce cal. 9x21 mm; n. 32 cartucce cal. 9x21 mm; la somma di 8.460 euro, suddivisa in banconote da 20 euro falsificate. Nel corso dell’attività d’indagine, suffragata dalle risultanze scientifiche, si è appurato che il duplice tentato omicidio è stato realizzato, in concorso tra loro, da Antonino Battaglia e Michael Nicotra, i quali per compiere l’azione si sono avvalsi delle armi detenute anche da Giuliano Giovanni Scordino, per ragioni riconducibili a questioni legate ad un presunto “sconfinamento” da parte delle vittime nella gestione del traffico di sostanze stupefacenti all’interno del quartiere. In questo contesto investigativo è stata avviata, parallelamente, un’attività d’indagine sul gruppo criminale che ha consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico dei membri dell'associazione, dedita al traffico di sostanze stupefacenti del tipo marijuana, promossa e diretta da Filippo Scordino e Michael Nicotra ed avente come base operativa il quartiere di Librino.

Le forniture di stupefacenti

La droga arrivava da canali pugliesi ed albanesi in quantità pari a 150 chili al mese, con invii bisettimanali di 70/80 chili. Era custodita in un locale di via Santa Maria Assunta, a San Cristoforo, ed in una stalla di Librino, nella disponibilità dei fratelli Scordino. Tra i vari punti di occultamento c'era anche un garage in viale Moncada 21. Infine, tra le armi sequestrate figura anche una pistola rubata ad un appartenente alle forze dell'ordine ad Aci Castello. Nel corso delle indagini è emerso che il gruppo criminale ha rifornito alcune delle più grosse “piazze di spaccio” del capoluogo, ricevendo ogni due settimane i carichi dai trafficanti albanesi Beshir Doraci inteso “Leo” e Leonard Xhafa(cl. 1991), operanti in Puglia a Conversano, in provincia di Bari e stabilmente organici, da diversi anni, all’associazione criminale. Durante le attività di indagine sono stati operati i seguenti sequestri di marijuana: Il 14 maggio 2019, a Catania, con l'arresto di Carmelo Petralia (del 1974), Rosario Stefano Parisi (del 1976) e Gianpiero Manelli (del 1994) e il sequestro di 107,400 chili di marijuana. Il 12 agosto 2019 a Catania, con l'arresto di Michael D'Antoni (del 1989) e il sequestro di 5 chili di marijuana; il 6 settembre a Montalto Uffugo (CS), con l'arresto di Vincenzo Arcadi inteso “Andrea” (del 1988) e il sequestro di 28 chili di marijuana; il 13 settembre 2019 a Catania, con l'arresto di Mario Anastasi (del 1970) e il sequestro di 2 chili di marijuana; il 6 ottobre 2019 a Catania, con l'arresto di Beshir Doraciinteso “Leo” e XHAFA Leonard e il sequestro di 70 chili di marijuana; il 7 ottobre 2019, a  Giarre, con l'arresto Massimo Greco (del 1985) e Lorenzo Tropea (del 1998) e il sequestro di 4 chili di marijuana; il 9 ottobre 2019, a Conversano (BA), con il sequestro di 100 chili di marijuana a carico ancora di  Beshir Doraci, inteso “Leo”. In questo ambito è stato accertato che l’organizzazione criminale garantiva anche il pagamento di uno stipendio agli associati nonché il mantenimento in carcere dei sodali detenuti. Espletate le formalità di rito, Antonella Napoli è stata collocata agli arresti domiciliari, mentre tutti gli altri indagati sono stati associati presso varie carceri siciliane, a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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